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Innovazione: studenti “contaminati” per partorire nuove imprese Economia, Innovazione, STAMP - Università

Pisa – Si sposteranno dal mondo accademico a quello produttivo per apprendere la cultura d’impresa. E poi, una volta “contaminati”, dovranno elaborare la loro idea imprenditoriale “seminando” sul territorio un proprio, originale progetto di alto profilo. Arrivano i Contamination lab nelle università italiane grazie ad un finanziamento di 4,8 milioni del Miur sparsi su 18 progetti. Dureranno tre anni: partenza ottobre 2017, chiusura 20 settembre 2020. Pisa è l’unica università toscana ad essersi assicurata un finanziamento di 300 mila euro su un progetto per l’area costiera al quale collaboreranno anche la Normale e il Sant’Anna. Ne parliamo con Leonardo Bertini, delegato del rettore dell’università di Pisa per la promozione di spin-off, e referente dell’iniziativa. 

Professor Bertini, ci spieghi esattamente come funzionerà il vostro Contamination Lab

“Sarà un luogo in cui verranno fornite agli studenti visioni culturali multidisciplinari in ambiti che non fanno parte del loro percorso di studi. Per farle qualche esempio, agli ingegneri forniremo nozioni di economia, agli economisti quelle di tipo produttivo, a chi ha competenze tecnico scientifiche ne offriremo di tipo umanistico e così via. Tutto questo per completare la loro formazione con “contaminazioni” diverse. L’idea fondamentale è che proprio da questo mix possano nascere idee di imprese che verranno poi seguite da un team di esperti fino alla creazione di una vera e propria, corretta, start up. Gli studenti in sostanza dovranno apprendere tecniche produttive, manageriali, marketing che non possiedono, legandosi anche in gruppi multidisciplinari.”

Chi sono i vostri referenti sul territorio?

“Tutte le associazioni di categoria, alcune aziende produttive di medie dimensioni, spesso legate a multinazionali, collocate nell’area metropolitana fra Pisa e Firenze. A ottobre cominciamo a promuovere il progetto fra gli studenti, li selezioneremo e nel 2018 partiranno le attività vere e proprie.”

Quali sono gli obiettivi concreti?

“Favorire la nascita di aziende innovative sul piano tecnologico, nella zona costiera della Toscana. Forniremo assistenza a questi gruppi di studenti fino alla fine, cercando anche di stabilire contatti fra finanziatori e spin-off. In estrema sintesi cercheremo di favorire la nascita di buone idee, su un buon segmento di mercato, con una struttura imprenditoriale corretta e credibile.”

Oggi non è facile individuare un settore produttivo “forte” in cui collocarsi. Lei che opinioni ha? 

“In quest’area c’è una grande tradizione in campo meccanico. Basta pensare a Breda, General Electric tante per fare qualche nome. Ci sono grandi potenzialità. Cercheremo di non farci condizionare o fuorviare da crisi contingenti, ma di pensare a progetti di sviluppo sul medio-lungo periodo. Quando si fa impresa dobbiamo ragionare così.”

 

 

 

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