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Inps, dal 2022 cambia sede, al suo posto forse un albergo Breaking news, Cronaca

Firenze – La notizia proviene dalla direzione regionale dell’Inps: da dicembre 2022 la sede storica di viale Belfiore verrà perduta, grazie al processo di cartolarizzazione targato Tremonti cui l’immobile è stato sottoposto. La proprietà venne trasferita a suo tempo a un fondo immobiliare, rispondente al FIP, acronimo di Fondo Immobili Pubblici. Si tratta di un fondo di investimento, promosso dalla Repubblica Italiana, che ha come fine la valorizzazione del patrimonio pubblico. Nato nel 2004, è gestito da società di diritto e proprietà private. Da ciò ne deriva che anche le sue proprietà sono private, mentre la parola “pubblici” che compare nel suo nome è da riferirsi alla natura degli immobili prima che venga compiuta l’alienazione. Un passaggio che ha comportato per l’stituto previdenziale il pgamneto di affitti molto salati per anni.

Sulla questione interviene l’Usb, che ipotizza anche, a fronte dell’esborso cui ha dovuto andare incontro l’istituto, che il valore dell’immobile sia stato già ampiamente ripagato, anche perché sempbra che la manutenzione dellìimmobile a carico del proprietario non sia stata adeguata alle necessità.

In ogni caso, l’Inps sarebbe anche interessato al suo acquisto, ma l’attuale proprietà (la titolarità dell’immobile ha subito due passaggi) non sarebbe intenzionata a cedere l’immobile all’Inps e neppure a rinnovare il contratto d’affitto; sembrerebbe infatti interessata alla realizzazione di un albergo, approfittando della vicinanza alla fermata della tramvia e alla nuova stazione dell’alta velocità.

Da parte del sindacato la domanda è se sia stato concesso il cambio di destinazione d’uso e, in caso affermativo, per quale motivo il Comune di Firenze “non abbia tutelato l’importantissima funzione sociale dell’immobile”.

Infatti la sede di viale Belfiore gode senz’altro di una posizione strategica,  vicina alla stazione centrale e facilmente raggiungibile in tramvia e in  auto, con disponibilità di parcheggio. Un valore aggiunto soprattutto rispetto alla soluzione alternativa ipotizzata, che vedrebbe il trasferimento dell’Inps nella sede ex Inpdap di via Masaccio.  La sede di Via Masaccio però  avrebbe necessità di numerosi  lavori di adeguamento per essere utilizzata, mentre  la localizzazione nella parte sud della città, con pochi collegamenti in autobus e grande difficoltà di parcheggio, limiterebbe moltissimo l’accessibilità dell’utenza alla sede, di fatto raggiungibile comodamente solo in treno.

Il problema poi si allarga anche ai dipendenti, 300 persone che verrebbero spostate, oltre  a un peggioramento, come dicono dall’Usb, dei servizi all’utenza, che si quantifica in circa 200-300 accessi al giorno, per lo più persone appartenenti alle cosiddette fasce fragili, ovvero anziani, invalidi, disoccupati. Un pubblico “particolarmente meritevole di tutela, anche dal punto di vista dell’accessibilità ai servizi”. Dall’Usb la domanda viene girata alle istituzioni e all’amministrazione comunale in primo luogo: cosa si intende fare?

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