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Inquinamento e aree urbane, gli alberi ci salveranno Ambiente, Economia

Pistoia – Lo studio è della Ong statunitense The Nature Conservancy. Titolo: “Più alberi per un’aria più sana”, presentata al meeting annuale dell’American Public Health Association, a Denver (Colorado). E ciò che emerge è straordinario: per salvare la vita a milioni di persone che potrebbero morire per inquinamento e per ondate di calore nei prossimi anni, basta piantare alberi nelle grandi città, con una spesa di appena 4 dollari per abitante. 

A raccogliere e rilanciare la notizia è Coldiretti Pistoia, alla vigilia della presentazione del logo di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, di giovedì 17 novembre. Il 2017 sarà un anno che vedrà protagonista anche la cultura produttiva del verde ornamentale a Pistoia.

“Lo studio statunitense -commenta Michela Nieri, presidente di Coldiretti Pistoia- rafforza la convinzione che, nonostante le difficoltà, a Pistoia produciamo elementi essenziali al benessere dei cittadini. Alberi e piante sono una polizza d’assicurazione per la salute, anche in considerazione del sempre maggiore numero di persone che vivono nelle città nel mondo”. Entro i prossimi 30/40 anni oltre la metà dell’umanità vivrà all’interno di aree urbane. “Pistoia 2017 ci darà occasione di ribadire quel che sappiamo fare, rafforzando le tendenze in atto -continua Nieri –  produrre in modo ecosostenibile belle piante e sane per dare ossigeno al mondo. Il vivaismo ornamentale è e sarà sempre di più un settore trainante”.

Lo studio di The Nature Conservancy ha valutato l’impatto di un aumento della copertura arborea in termini di mitigazione della temperatura fornita agli abitanti per ogni dollaro speso. Il risultato è che un investimento globale nella piantumazione di alberi di 4 dollari per abitante in alcune delle città più grandi del mondo potrebbe essere salvifico per decine di migliaia di persone. Secondo lo studio, gli alberi possono eliminare fino a un quarto dell’inquinamento e, se piantati nei punti giusti, possono fungere da efficace barriera filtrando l’aria nociva e proteggendo gli abitanti.

Possono inoltre rinfrescare l’aria nelle immediate vicinanze di minimo 2 gradi centigradi. Un investimento globale annuo di 100 milioni di dollari nella piantumazione di alberi è in grado di offrire città più fresche a 77 milioni di persone e riduzioni misurabili dell’inquinamento da particolato a 68 milioni di persone. Ogni anno oltre 3 milioni di persone muoiono a causa degli effetti del particolato. Entro il 2050 si calcola che, senza misure adeguate, i morti saranno 6,2 milioni.

Il caldo urbano è già considerato la calamità meteorologica più letale al mondo. Le ondate di calore sono responsabili di circa 12.000 decessi ogni anno. L’impatto potrebbe aumentare fino a produrre quasi 250 mila morti ogni anno entro il 2050. Entro i prossimi 30/40 anni oltre la metà dell’umanità vivrà all’interno di aree urbane.

Tendenze che riguardano anche l’Italia. Non è un caso che cresca un consenso diffuso attorno all’ipotesi di misure che portino alla defiscalizzazione delle opere a verde, “sulla falsa riga del modello attivato per le ristrutturazioni edilizie”, esemplifica Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia. “Diverse iniziative intendono promuovere e rafforzare nel nostro Paese una sana e diffusa cultura del verde, attraverso la previsione di specifici incentivi per la realizzazione di interventi di riqualificazione e recupero di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari di proprietà privata da destinare a zone verdi”.
Interventi nei giardini che avrebbero come effetto, tra l’altro, quello di incrementare il valore ecologico e ambientale delle zone densamente edificate ovvero di recuperare quello estetico e paesaggistico di spazi privati spesso caratterizzati da degrado e abbandono, nonché l’emersione del lavoro sommerso e dell’abusivismo.

Queste misure andrebbero a concretizzare quanto indicato anche nel Piano Nazionale del settore florovivaistico, approvato dalla conferenza stato-regioni, ma mai attuato, relativamente alla possibilità di utilizzare la leva degli sgravi fiscali per intervenire sul verde privato con un meccanismo simile a quello previsto per il risparmio energetico, le abitazioni, i mobili o gli elettrodomestici, ecc.

 “Un simile meccanismo avrebbe un non trascurabile impatto economico su Pistoia – continua Ciampoli – innescando virtuosi investimenti che non solo migliorano l’arredo complessivo delle nostre aree urbane, soprattutto periferiche, e, comunque, dei nostri centri abitati, ma generano anche occupazione e valore aggiunto con benefici per i cittadini, le imprese, ma anche lo Stato”.

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