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Insegnanti delle Cure, lettera aperta al presidente Enrico Rossi Breaking news, Dibattito politico

Riceviamo e pubblichiamo dalle insegnanti della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo Le Cure:

Dopo il lockdown non c’è nessuna chiarezza su come riaprirà la scuola dell’Infanzia. Anzi, da quello che si può leggere nelle linee guida, le scuole dei più piccoli riapriranno nelle esatte condizioni in cui sono state chiuse a marzo, ovvero senza nessuna riorganizzazione di orari o sezioni, e con organici invariati; con classi di 26 bambini, chiusi in una stanza per 8 ore, senza distanziamento.
Come insegnanti della Scuola dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo Le Cure abbiamo scritto questa lettera al Presidente Enrico Rossi, agli assessori all’Istruzione di Regione Toscana, Cristina Grieco, e del Comune di Firenze, Sara Funaro; al sindaco di Firenze, Dario Nardella e alla vicesindaco Cristina Giachi, presidente della Commissione istruzione Anci, e ai candidati presidente alle prossime Regionali in Toscana.
Lo abbiamo fatto perché serve subito poter avere maggiori certezze sulle condizioni in cui riaprire le nostre scuole.
Restano interrogativi aperti sulla gestione di eventuali casi di positività, sull’ausilio agli alunni disabili, sull’igiene e le sanificazioni, sui ruoli del personale e i singoli compiti.
Nell’emergenza Covid la scuola dell’Infanzia è stata dimenticata dalle istituzioni: a partire dagli errori nella chiusura di giugno, fino all’esclusione del nostro grado dai test sierologici disposti dalla Regione per gli insegnanti degli altri gradi scolastici.
Alle nostre istituzioni, e ai candidati alle elezioni di settembre, chiediamo un impegno per aiutarci a fare chiarezza subito. Perché il 14 settembre riapriranno le scuola, ma in queste condizioni per quella dell’Infanzia sarà una riapertura senza garanzie e soprattutto un’occasione persa per un rinnovamento che sarebbe stato ancora più necessario per fronteggiare la pandemia.
Di seguito la lettera aperta:
Armiamoci e …. riaprite
“Il 14 Settembre 2020 sarà un primo giorno di scuola memorabile, il primo giorno dopo 6 mesi di sospensione didattica, evento epocale determinato dall’emergenza sanitaria mondiale purtroppo ancora in corso; sarà un giorno denso di emozioni per tutti coloro che animano il mondo della scuola, una data attesa e desiderata, il segno di una ritrovata “normalità”…

Il 14 settembre sarà un giorno da ricordare … e dopo? Siamo pronti alla riapertura? Siamo forti di una organizzazione che tuteli la salute dell’utenza e di tutto il personale impegnato nella scuola, dai collaboratori, agli amministrativi, agli addetti ai servizi mensa e trasporti? Abbiamo chiaro “come” affronteremo i prossimi mesi cercando di garantire continuità alla riapertura scolastica e mediare il  rapporto con le famiglie? Conosciamo le prassi, le procedure, la gestione dell’eventuale emergenza?
Noi, docenti della scuola dell’Infanzia (ma crediamo di esprimere il sentire di una buona parte della classe docente di ogni ordine e grado scolastico) vorremmo poter rispondere affermativamente a tutti questi interrogativi, ma, con grande rammarico, la lettura dei documenti emanati dal Ministero dell’Istruzione nelle ultime settimane e delle stesse Linee Guida per la riapertura della scuola dell’Infanzia non ci permette di avere alcuna chiarezza su quanto evidenziato.
Vorremmo, quindi, sottolineare alcune delle criticità più lampanti che riguardano il nostro grado scolastico sulle quali sollecitiamo chiarificazioni: concrete, lineari, certe.
I documenti ufficiali riportano più volte il concetto di “gruppo/sezione”: oltre ad essere concetto pedagocicamente fumoso, quale consistenza numerica dovrà assumere tale realtà organizzativa? (La consistenza numerica delle sezioni varia grandemente anche all’interno di un solo plesso scolastico: dai 18 ai 28 bambini) e con che rapporto numerico esatto bambini/docenti torneremo nelle medesime aule che li hanno salutati il 4 marzo 2020? Se, come sembra dalla lettura delle Linee guida, non viene prevista una rimodulazione numerica della sezione, né una revisione di orari e numeri dei docenti l’impianto organizzativo permarrebbe sostanzialmente invariato rispetto al momento della sospensione didattica e ci chiediamo, quindi, come potremo garantire sicurezza e tutela sanitaria ai bambini ed ai soggetti adulti in servizio (per altro tutto ciò pare in evidente contraddizione non solo con quanto si sta cercando di elaborare in altri gradi scolastici, ma con i criteri stessi ancora in essere in ogni altro settore sociale dove permangono valide le indicazioni di distanziamento e non assembramento soprattutto in luoghi chiusi).
Come saranno garantiti al contempo i diritti degli alunni diversamente abili e quelli dei lavoratori qualora si presentassero necessità assistenziali che prevedono un contatto stretto fra docente/collaboratore e bambino?

Quali prassi sono previste nel concreto in caso di bambino con sintomi riconducibili all’infezione da Covid- 19 durante l’orario scolastico, quali figure dovranno attivarsi e con che grado di responsabilità e tutela? Come saranno gestite le routine legate all’igiene ed ai bisogni fisiologici primari? Da quali figure professionali? E le sanificazioni?

Tali interrogativi, che potrebbero proseguire ancora a lungo, trovano nei documenti menzione vaga e impersonale (persino nel Protocollo di sicurezza del 6 Agosto scorso che pure vorrebbe essere più stringente), mentre, se non affrontati nello specifico ed in modo concreto riteniamo possano indurre continue situazioni di incertezza, di confusione ed, in ultima analisi, di mancata sicurezza per tutti i soggetti coinvolti.

La scuola è, a tutti gli effetti, un “mondo” complesso che vive non solo di bambini, ma anche di adulti con qualifiche e mansioni estremamente eterogenee ed è un mondo il cui vissuto si riverbera inevitabilmente sulle famiglie e sulla società tutta ponendosi, quindi, come centro nevralgico nella gestione della salute e della sicurezza di tutti. Sono trascorsi quasi 6 mesi dall’inizio della sospensione didattica, abbiamo accettato di buon grado una didattica a distanza legittimata dall’emergenza, ma priva di contenuti indispensabili alla “vita” scolastica, abbiamo forse anche “sperato” che una situazione tanto estrema richiamasse l’attenzione dello Stato sul mondo dell’Istruzione creando un effetto curativo su alcuni “mali” endemici della scuola. Per tutta risposta ci siamo visti ignorati come settore istruzione e ancor più come scuola dell’ Infanzia: ricordiamo, fra le altre mancanze, l’errore macroscopico sulla data di chiusura del suddetto ordine scolastico a Giugno e l’attuale comunicazione della Giunta Regionale Toscana per lo screening sierologico destinato al personale scolastico che tralascia in toto i docenti dell’Infanzia lasciandoci nel poco rassicurante dubbio se tale procedura non sia stata neppure programmata per tale ordine o se “semplicemente” si tratti dell’ennesima dimenticanza.
Ad oggi riteniamo doveroso come cittadini/docenti farci presenti per dire che si poteva e si doveva fare di più, lo si doveva e lo si deve alla società tutta di cui la scuola dovrebbe essere guida e orientamento.
Scriviamo queste righe, che pure contengono un inevitabile accento polemico, come spunto di riflessione e condivisione, sperando di trovare una convergenza ampia che unisca famiglie, docenti, collaboratori, la dirigenza nel segno della ricerca di una scuola dove si tutelino: diritti, responsabilità, sicurezza. Il 14 Settembre riapriranno le scuole, avevamo sperato che riaprisse una scuola “rinnovata”, pronta, una scuola di qualità, non solo l’anta di un portone.

Gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia dell’Ic Le Cure di Firenze.

Maria Luisa Ruberto, Catena Roccazzella, Simonetta Vallio, Manuela Preziuso, Patrizia Ricciteli, Maria Rosa Marano, Elena Gentile, Angela Borelli, Denis Blasco, Laura Giani, Valentina Nencioni, Sonia Strufaldi, Caterina Pierguidi, Cristina Silvestri, Paolo Anselmi, Ilaria Lachi, Patrizia Salerno, Romina Vescio, Costanza Scardicci, Gabriella Placanica, Elisabetta Liguori, Valentina Cambi, Sara Pezzella, Barbara Ricotti, Francesca Picchi, Federica Fulciniti.

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