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Internet e copyright: è stato giusto e utile chiudere Megavideo? Cinema, Opinion leader

Megaupload e la sorella Megavideo di spengono così, in una scia di bit. Al suo posto un triste mandato dell'FBI che ti fissa dallo schermo. Per anni Megavideo è stata la fonte primaria per vedere un film su internet, ma non solo film, anche partite e telefilm. In italiano o con i sottotitoli: sono nati siti per sottotitoli con migliaia di utenti che fanno il download in lingua originale e l'upload con quelle simpatiche scrittine bianche in basso sullo schermo che traducono qualsiasi idioma in un qualcosa di comprensibile. Tutto gratis e illimitato, al prezzo di una connessione il mondo del cinema ai tuoi piedi. E ora che si fa? Se ora ti serve un film dove vai a cercare? Ci si rivolge ai siti minori, tenuti in ombra per anni da Megavideo. E allora via con VideoWeed, VideoBB, Duckload o anche Youtube se uno ha la pazienza di vedersi un film a puntate. Oppure tornare al cinema. Quello stanzone grande con tanti posti a sedere e un grande schermo bianco su cui si muovono le immagini. 8 euro a film, 10 per il 3D, vincolato ai film che si trovano nel circondario, magari senza patente per arrivare fino a Firenze, cercando di convincere tua madre che ne vale la pena. Dato per scontato che Megavideo fosse qualcosa di illegale e che questo metodo di diffusione dei film sia dannoso per tutti, bisogna precisare alcune cose. Intanto la chiusura del sito non risolve il problema né lo attenua. Ci sono decine di siti come Megavideo che popolano il web, aspettando solo di crescere. C'è da mettere in conto poi che per un adolescente è impossibile avere 20 euro da spendere in DVD così spesso come vorrebbe. Una serie TV in DVD può costare anche più di 100 euro. La via meno lecita diventa spesso l'unica percorribile per molti. Il problema non sono i siti di streaming, il problema è la rete di distribuzione dei film che stabilisce prezzi che danneggiano la diffusione della cultura. Si rinuncia spesso alla qualità del video, dell'audio, al piacere di andare al cinema magari in compagnia. Un sito web non potrà mai sostituire la sensazione che si prova quando le luci in sala si abbassano e lo schermo si illumina, ma quali alternative restano? Prendere i DVD in biblioteca, magari, ma con quanta scelta? Paghiamo i libri, i film, la musica, paghiamo i musei, i concerti, i teatri. La cultura ha un prezzo. E nemmeno tanto abbordabile. E se domani chiudessero le biblioteche?

Irene Petrizzo

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