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Internet, la Toscana punta al 2014 con banda larga per tutta la regione Cronaca, Internet

“Se non si investe, le città non diventano intelligenti”. E' forse questa, la frase che dipinge in modo più esemplificativo e diretto il quadro in cui si muove il governatore della Toscana Enrico Rossi, che ieri, all'Internet Festival di Pisa, ha fatto una solenne promessa: nel 2014, tutta la Toscana sarà coperta dalla banda larga.

Ma la questione comprende anche tutto un sistema e una struttura ideale, come si colgie dalle parole del governatore: “Per garantirci un futuro servono politiche keynesiane di investimento e uno Stato che si ponga obiettivi alti. Dobbiamo garantire equità di accesso alla rete e una uniforme diffusione delle nuove tecnologie su tutto il territorio". Politiche keynesiane? Un riferimento magico, che si sostanzia in una previsione concreta: il presidente infatti ha aggiunto che in Toscana entro i prossimi tre anni si può riuscire a dare lavoro a 25-30.000 giovani. Si può e si deve, dal momento che, continua, se questo obiettivo non verrà raggiunto, la regione andrà incontro a una inevitabile e penosa decadenza. 

"La Toscana – ha poi continuato Rossi – è pronta per garantire nel 2014 la banda larga da 7 megabit a tutta la popolazione e si sta muovendo per centrare l'obiettivo europeo, per assicurare entro il 2020 una connessione da 50 megabit al 100% della popolazione e da 100 mega almeno alla metà dei cittadini". E tuttavia le contraddizioni ci sono e restano e il presidente le ricorda. Ad esempio riguardano i freni posti all'informatizzazione dei servizi: la mancata catalogazione della metà dei libri della Biblioteca Nazionale di Firenze per mancanza di personale ne è esempio lampante e inquietante, ma anche il blocco sostanzialmente imposto alla trasmissione per via digitale ai medici delle immagini degli esami effettuati nei piccoli ospedali toscani, senza dimenticare la scarsa adesione degli operatori turistici al sistema gratuito di prenotazione online sviluppato dalla Regione Toscana, sia per mancanza di conoscenze informatiche che per motivi fiscali.

"Il dibattito sulle città intelligenti – ha concluso il presidente Rossi – deve intrecciarsi con quello sulla crisi e noi dobbiamo chiederci quale tipo di sviluppo vogliamo senza pensare di poter ricominciare da dove ci siamo interrotti nel 2008. E privi di una visione d'insieme e senza il contributo decisivo dello Stato rischiamo di sbandare perchè anche la digitalizzione non può che essere governata a livello nazionale, così come ho chiesto al ministro Trigilia (che oggi si trova a Firenze, ndr) di fare''.

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