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Intervista a Vittorio Lombardi, amministratore delegato del Gruppo CSE (Consorzio Servizi Bancari) Innovazioni e cambiamenti dopo il lockdown

Continuiamo il nostro viaggio tra le grandi aziende e i top manager italiani per capire come il mondo dell’impresa e del lavoro ha reagito, sta reagendo e reagirà ai mesi di lockdown causati dal Covid-19, e con quali prospettive per il futuro (la pre-visione, le contro-misure, i nuovi paradigmi, e quindi il business e la governance, la sostenibilità sociale e la sensibilità “green”). Oggi proponiamo la testimonianza di Vittorio Lombardi, amministratore delegato del Gruppo CSE (Consorzio Servizi Bancari) con base a San Lazzaro di Savena (Bologna), la cui capofila proprio quest’anno festeggia 50 anni di vita.
Si tratta di una realtà aziendale specializzata nella fornitura di servizi e soluzioni di natura tecnologica e informatica (ma non solo: pensiamo ad esempio alla qualificata attività di consulenza, capace di fornire analisi e risposte personalizzate, diremmo “sartoriali”) per il mondo bancario e finanziario (ma anche a SIM, SGR e istituti di credito esteri), aiutando i clienti – appunto come soggetto aggregatore e facilitatore di un’ampia gamma di competenze- a gestire il complesso universo della trasformazione digitale, intervenendo sia sulle dinamiche di processo che di mercato.
Insomma: player globale con numeri importanti (citiamo dal corporate website: “180 miliardi di euro di volumi intermediati, oltre 9 milioni di clienti, 18 milioni di operazioni quotidiane, oltre 1.600 sportelli collegati e circa 2.200 promotori, 3 milioni di utenti dei canali virtuali”), ecco il racconto del presente (lo “stato d’eccezione” dovuto al coronavirus) e l’idea di futuro (cui guardare con fiducia razionale) del Gruppo CSE, dalla viva voce dell’ad Vittorio Lombardi. Buon ascolto.

 

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