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Calcinacci in strada, dalla ditta chiamata dal Comune fatture da mille euro in su Breaking news, Cronaca

Firenze – Cade qualche calcinaccio, dalla facciata di un palazzo in viale Fratelli Rosselli, qualche mese fa, a Firenze. Un distacco di poco conto, qualche frammento. Qualcuno avvisa la polizia municipale, forse qualche condomino, forse no, che a sua volta avverte la ditta che, grazie all’aggiudicazione ottenuta vincendo un bando di gara comunale, si attiva per il servizio cui è tenuta: mettere in sicurezza l’area. E che dopo qualche tempo, fa pervenire all’amministratore del condominio, e dunque ai condomini, una bella fattura di 1.050 euro. Un momento: la prima richiesta era di 1500. 

A farci il resoconto della vicenda, alcuni condomini del palazzo. Così, eccola che giunge, la ditta “Area Sicura” con il mezzo preposto, e mette due cartelli stradali sul marciapiede: uno prima e uno dopo i calcinacci caduti dalla facciata, delimitando ulteriormente lo spazio con una transenna  e alcuni segnali luminosi.  Ciò che la ditta chiamata dalla polizia municipale ha fatto, è scritto nero su bianco sulla fattura inviata ai condomini: gli operai specializzati in pronto intervento, si legge, hanno eseguito le seguenti operazioni: “Presa in consegna da responsabile abilitato dell’area da ripristinare; messa in sicurezza dei luoghi di intervento con segnalazione ed interclusione al pubblico dell’area di pericolo; rimozione a mano dalla sede stradale di macerie e calcinacci in piccole/medie quantità e dimensioni”, oltre a tutte le conseguenti azioni, che vanno dall’ausilio alle forze dell’ordine per la gestione del traffico, al nolo “a caldo”  di autocarro a cassone ribaltabile per “il trasporto, l’assemblaggio ed il posizionamento di tutti gli apprestamenti di sicurezza”, fino alle opere di ripristino, ritiro e smontaggio della transenna, cartelli e luci, una volta che il pericolo, dai vigili del fuoco, è stato dichiarato cessato. Lasso temporale in cui tutto ciò si è svolto: due giorni e mezzo.

La fattura di 1500 euro, seppur ridotta in seguito a 1050 euro, solleva dubbi nei condomini. In particolare Marco decide di dare un seguito alla vicenda. Nel frattempo, l’amministratore, in attesa di ottenere chiarimenti dal Comune, versa una sorta di acconto, il che provoca, di lì a poco, un’intimazione di pagamento da parte dellae rappresentanza legale della ditta. L”operazione che Marco mette in atto è banale: per prima cosa, chiama le ditte che svolgono lo stesso compito a Firenze, chiedendo dei preventivi. Tre ditte interpellate, tre preventivi diversi: si passa dalla ditta più economica, GPS 90 euro, a quella un po’ più cara, SCAF 156 auro,  a quella più cara di tutte, GIUNTINI, che chiede, per la stessa attività della ditta vincitrice dell’appalto compresa cartellonistica e quant’altro, 209 euro. Beninteso, il preventivo è richiesto per l’attività da svolgersi con lo stesso carattere con lo stesso carattere di urgenza-emergenza con cui il fatto si è svolto ed è stato dichiarato. 

Ora, è ovvio che i condomini vogliano spiegazioni. Non dalla ditta, che in fin dei conti, “ha vinto l’appalto”, ma dal Comune. Perché, ci si chiede, si utilizza una ditta che avendo pure la sede fuori dal territorio regionale, applica un tariffario di intervento che è circa il quintuplo della ditta fiorentina più cara? …

Uffici di gomma, l’interrogativo rimbalza, si cerca il bando, che tuttavia non spunta, sembra che nessuno abbia mai aperto la gara. Fino a quando viene rintracciato il contratto con cui l’amministrazione comunale rende definitiva la concessione del servizio alla ditta in questione, almeno per quanto riguarda il ripristino della sicurezza stradale e ambientale, alterate dal verificarsi di incidenti stradali. L’atto viene sottoscritto il 5 agosto 2015, e richiama la procedura di gara, da aggiudicarsi secondo “il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

 Ma la questione non si ferma. Infatti, Marco scopre che la stessa vicenda è occorsa a un altro amico, in un altro condominio posto nella zona di San Jacopino, che per una vicenda analoga (caduta di calcinacci sulla sede stradale) si è visto arrivare una fattura (direttamente al condominio) per le stesse operazioni, di mille trecento euro e spiccioli; oltre a una signora che lamenta, sempre con la stessa casistica, un importo che comunque si aggira sul migliaio di euro e oltre. Intanto comincia anche a filtrare un altro dubbio: ma la fattura non dovrebbe essere inviata al committente? E se questa è la regola, perché giunge ai condomini, che non hanno certo chiamato la ditta in questione, anzi, per la verità, non hanno avuto neanche modo di scegliere se far intervenire una ditta di fiducia oppure “approfittare” di quella “del” Comune?
Deciso a vederci chiaro, Marco comincia un carteggio elettronico con l’amministrazione comunale per capire perché mai il prezzo della ditta vincitrice d’appalto sia così platealmente più alta rispetto al prezzo della ditta fiorentina più cara. Dopo vari scambi di mail, in cui resta oscuro persino l’interlocutore “giusto”,  arriva una risposta.

E la risposta, inviata dai vertici dell’amministrazione comunale, in sintesi dice c’è stato uno sbaglio. Infatti, la rimozione dalla sede stradale di materiali “derivanti dalla rovina di edifici”, esula, si legge nella mail, dall’oggetto della concessione affidata alla ditta in questione, “con contratto del 5 agosto 2015”. 

E quindi? …..  Intanto, una considerazione è ovvia: con ogni evidenza, lo “sbaglio” o equivoco che dir si voglia, non sembra occasionale, tanto che vi sono incorsi almeno altri due casi conosciuti, vale a dire il condominio dell’area di piazza San Jacopino e una terza cittadina, che ha avuto lo stesso identico problema.  In secondo luogo, la prassi vorrebbe che, qualora da un edificio rovinassero materiali in strada, la polizia municipale si rivolgesse al condominio per capire se, in tempi certi e brevi, ci sia una ditta di loro riferimento capace di mettere in sicurezza l’area, e solo se questo fosse impossibile o i tempi troppo lenti rispetto alla sicurezza, si dovrebbe rivolgere alla propria ditta di riferimento, che, suggeriscono i cittadini, “dovrebbe comunque rispettare i prezzi di mercato”, almeno quelli del luogo in cui il lavoro si è svolto e l’appalto è stato vinto; in terzo luogo, se di sbaglio o di equivoco si trattasse, cosa ne discende per i cittadini condomini, alle prese con una fattura di almeno cinque volte maggiore rispetto a quelle della ditta più cara di Firenze? …  

Appurato che ad ora l’unico risultato concreto per i cittadini è quello di dover comunque pagare (con tanto di lettera di sollecito da parte del legale della ditta con sede in Emilia) c’è anche da chiedersi, dicono i condomini, in base a quale criterio la gara è stata assegnata alla ditta in oggetto, in quanto costretta, non avendo sede in Firenze, a tenere delle macchine fuori sede pronte 24h su 24, per coprire il servizio oggetto dell’appalto, con il ragionevole dubbio che ciò comporti maggiori costi. La gara, a giudicare dal bando, sarebbe stata improntata al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma per chi? …. 

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