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Inventarsi il lavoro: la sfida della permacoltura. Ambiente, STAMP - Lavoro Nuovo

Una singolare impresa  riunisce un gruppo di giovani che ha deciso non solo di entrare nel mondo della produzione agricola, ma di entrarci basandosi sulla scommessa della "sostenibilità". Che diventa, per Habitat Ecovillaggio, situato a Gambassi Terme, un marchio, un tratto distintivo, una filosofia di lavoro. E soprattutto, specifica di una formazione "innovativa" che può a buon diritto definirsi "lavoro nuovo". I componenti del gruppo di "fuoco", sono 5, Lara Fontanelli (presidente), Roberto Liardo, Massimo Ermini, Elena Cheli, e, ultima arrivata con la sua esperienza di apicoltore, Francesca Mori. Tutti rigorosamente fra i 30 e i 40 anni.

Parliamo della formazione con Roberto Liardo, trentenne, che è una delle anime del piccolo gruppo. "Di fatto – spiega – mi sono interessato alla permacoltura studiando  alcuni principi base innovativi di questa tecnica agricola, che tende sostanzialmente a ricostruire quelle interrelazioni fra organismi vegetali e animali che sono spontanee in natura. Aggiungendo, con le competenze che si possono acquisire da parte dell'uomo, un di più di "chances" costruite ad hoc in modo da ottenere risultati ottimali dalla naturale propensione degli organismi viventi ad approfittare di ciò che altri organismi scartano e che magari sono sostanze essenziali per altri ancora, diversi organismi". Il principio sembrerebbe semplice, quello di "accostare" piante e animali in modo da creare una sorta di "ciclo chiuso" in cui tutto, seguendo il suo corso naturale, viene riutilizzato senza produrre scorie.

Un metodo utilissimo anche per la conservazione dell'ambiente naturale, su cui questo tipo di coltura non impatta, anzi, potenzia le naturali propensioni del territorio, tanto da raggiungere, dopo qualche decennio (ma i ritmi della Natura si sa non sono esattamente quelli umani) una sorta di Equilibrio perfetto in cui il ruolo dell'uomo è quasi annullato. In breve, si tratta di una figura che col tempo diventa più simile a un "guardiano" piuttosto che a un agricoltore in senso tradizionale. Se l'idea è affascinante e innovativa, la sua messa in pratica richiede almeno tre cose: coraggio, competenza estrema, pazienza. Quanto al primo, i 4 componenti dell'azienda  spiegano che, tutto sommato, è venuto loro anche dalla mancanza di lavoro. "In questo momento, dopo vari studi ed esperienze, ci siamo convinti che l'unico modo per sopperire alla crisi occupazionale giovanile  sia avere il coraggio di inventare – spiega Lara Fontanelli, la giovane presidente dell'associazione, forma con cui viene gestita l'impresa – ma naturalmente non basta". Non basta, perchè la scommessa della permacoltura si basa su un'altissima competenza e conoscenza dei cicli biologici degli organismi viventi e delle loro iterazioni.

Così da studiare "escamotages" come quello sperimentato in Habitat Ecovillaggio per quanto riguarda i veleni contro le infestazioni di arassiti: la presenza delle api ha infatti permesso ai ragazzi di mettere in atto un "insetticida" partendo dalla pappa reale delle api, per ora sovrabbondante e gratuita. E così via, utilizzando anche in modo creativo solo ciò che viene prodotto sul campo.

L'esperimento, che ha circa due anni di vita, inizia a funzionare anche grazie ai giovani del volontariato internazionale (russi, americani, francesi, greci, spagnoli, italiani) , inviati da Informagiovani nazionale, che hanno sopperito con lo scambio lavoro-competenze alle necessità dell'attività dei ragazzi.  "Per ora, i ricavi ci permettono solo di autosostentarci – commentano i componenti dell'associazione – ma la logica deve rimanere questa: tutto ciò che si ricava viene reinvestito sul terreno e sul progetto, in modo da perfezionare sempre più il modello che vogliamo proporre e dimostrare che funziona".
E per quanto riguarda la formazione? "Per ora, stiamo mettendo in atto una serie di seminari in rete con altre associazioni, che si rivolgono sia ai bambini in età scolare che agli adulti – informa Roberto – il prossimo si terrà nella prima settimana di settembre". Fra le varie attività, anche la possibilità di acquistare prodotti ortofrutticoli portati fino a domicilio, prenotare le strutture per ritrovi, convegni, seminari, vendita diretta dei prodotti di fattoria. "Un ultimo, importante elemento – conclude Lara Fontanelli – che riguarda la formazione: in questo campo non si conclude mai, ma si deve necessariamente essere in progress. Quindi, a chi volesse seguirci, consiglierei un percorso di studi tale da formare una buona competenza di base, da affinare poi con informazioni e studi specifici e con l'esperienza sul campo". 

in collaborazione con www.lavoronuovo.org

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