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“Io con lui”: quando un cane diventa il tuo sesto senso Cronaca

Pisa – Persone “anche” nella malattia. È il motto, l’intento programmatico di NeuroCare onlus, associazione che nasce a Pisa nel 2008 e da quell’anno opera sul territorio con molteplici obiettivi: offrire assistenza e sostegno alle persone colpite da malattia neurologica e alle loro famiglie; promuovere e sviluppare la prevenzione e la ricerca scientifica nel campo della salute e delle neuroscienze; contribuire a diffondere presso le istituzioni e nel tessuto sociale la conoscenza delle problematiche complesse correlate alle malattie neurologiche.

«Siamo un gruppo di persone (in particolare malati neurologici, familiari, operatori nel settore sanitario e sociale) che, come utenti o volontari e con l’ausilio di collaboratori professionali, ci siamo costituiti come associazione di volontariato», si legge sul loro sito, www.neurocare-onlus.it. Tra i loro obiettivi, quello di realizzare «progetti culturali, formativi, scientifici, clinico-riabilitativi, socio-assistenziali in ambiti di interesse». Tra i progetti di NeuroCare c’è “Io con Lui – Un cane a sostegno della disabilità”. Si rivolge, spiega il dottor Paolo Bongioanni, neurologo e neuroriabilitatore, presidente dell’associazione, «a persone con disabilità senso-motoria e ai loro cani che imparano a compiere, con e per loro, una serie di abilità utili nella vita quotidiana: aprire e chiudere sportelli, portare un oggetto, sfilare un indumento, accendere interruttori, segnalare richiami sonori e ulteriori attività differenziate in base alle esigenze della persona».

Alcune peculiarità contraddistinguono “Io con Lui” – la cui tipologia riguarda sia l’ambito cinofilo che le risorse e i servizi offerti alla persona – rispetto ad altri percorsi similari. «Innanzitutto», ci dice la responsabile del progetto Maria Cristina Filippi, «i cani che ne entrano a far parte vivono e crescono all’interno del loro contesto familiare. La loro preparazione, guidata dall’istruttrice cinofila Sonia Campa, affiancata da Sonia Signorini e Monica Anna Vannelli, viene realizzata con la collaborazione diretta del beneficiario e attraverso la sua partecipazione attiva. La situazione più semplice è l’educazione di un cucciolo, ma possono essere inseriti  anche cani adulti, valutando la possibilità di istruire il cane del beneficiario che già vive in famiglia».

È quanto è successo per il primo binomio formato da Luigi e Ettore, un golden di due anni. «Oltre all’aspetto strettamente cinofilo», continua Filippi, che coordina il progetto assieme alla dottoressa Anna Maria Neri, «ciò che rende unico “Io con Lui” è l’associazione NeuroCare stessa, costituita da medici, operatori sanitari e ricercatori da anni impegnati ad assistere e tutelare persone affette da malattie neurologiche degenerative e coloro che li assistono». «Ciò si concretizza», ci racconta la dottoressa Neri, «nella possibilità di usufruire, durante il progetto, di una valutazione clinica iniziale e di un’azione di monitoraggio da parte del dott. Paolo Bongioanni. Grazie all’associazione A.S.Ha Pisa onlus, partner del progetto, che si occupa di sport ed inclusione sociale per disabili, è inoltre attivo, sul territorio regionale, un servizio di trasporto gratuito con mezzi attrezzati, sul territorio regionale, per chi ha difficoltà a raggiungere autonomamente il luogo di svolgimento delle attività. Infine, c’è la possibilità di usufruire della consulenza di un esperto in domotica e quella di un coach motivazionale».

Lo staff di “Io con Lui” è in grado di poter avviare la preparazione di una nuova coppia. Quanti fossero interessati a beneficiare del progetto, preparando il cane di famiglia o un nuovo amico a quattro zampe a contribuire al miglioramento dell’autonomia di una persona in situazione di disabilità, possono informarsi presso l’associazione, contattando Maria Cristina Filippi al 329 8845911, oppure scrivendo a progettoioconlui@libero.it. Ulteriori informazioni sono reperibili anche sul sito www.ioconlui.it e sull’omonima pagina Facebook.

Tra gli amici a quattro zampe del progetto rientrano a buon diritto anche i felini. In occasione della presentazione del libro di Sonia Campa “L’insostenibile tenerezza del gatto” (venerdì 8 luglio, alle 18, presso la Stazione Leopolda di Pisa), sarà possibile fare un’offerta: i fondi raccolti andranno a sostegno di “Io con Lui. «È importante far sapere che esistono iniziative come questa, in grado di migliorare la vita di chi è minato nel proprio fisico dalla malattia», dice Renato Raimo, attore e regista, testimonial di “Io con Lui”. Raimo sostiene il progetto fin dai suoi primi passi e lo supporta nella raccolta dei fondi necessari a varare nuovi binomi. Il costo del progetto è completamente a carico dell’associazione: è richiesto solo il tesseramento iniziale di 50 euro comprensivo di assicurazione. È indispensabile invece un investimento in termini di tempo e di impegno nella partecipazione all’istruzione.

Luigi e Ettore, il primo “binomio”, la prima coppia. Il sodalizio che ha rodato le professionalità trasversali di “Io con Lui”. La malattia che impone a Luigi di rinunciare ai banali, indispensabili movimenti su cui si basa la quotidianità dei normodotati. Ettore, vivacissimo golden, che impara, passo dopo passo, assieme al suo padrone, ad arginare il disagio di quella rinuncia. «All’inizio», racconta Maria Cristina Filippi, «Luigi ci ha chiesto una cosa apparentemente semplice. “Vorrei che Ettore imparasse a prendere e portarmi gli oggetti di cui ho bisogno, qualora non fossi in grado di raggiugerli da me”. Dopo il primo incontro con Ettore, è emersa una complicazione: il cane, adulto, aveva l’abitudine di far suo e disintegrare, divorandolo, tutto ciò che gli capitava a tiro, inclusi i suoi giochi; ma anche fazzoletti, bottiglie… Abbiamo capito che insegnargli a portare un oggetto significava far acquisire ad Ettore la fiducia necessaria a consegnarlo. Ci siamo resi conto che non sarebbe stato semplice rieducare la sua “furia distruttrice”. La dottoressa Campa, l’istruttrice cinofila referente del progetto, ha ritenuto che i benefici che si sarebbero raggiunti valessero un ulteriore sforzo…».

Luigi ed Ettore sono stati quindi coinvolti in una serie di incontri. In esterno, nella casa dove vivono, in aula. «Durante gli incontri, Ettore ha imparato a raccogliere e portare a Luigi vari oggetti, ed ha iniziato a esercitarsi a spingere con il muso e ad aprire cassetti. Se in futuro gli verrà richiesto di apprendere di nuove abilità, le competenze già acquisite gli saranno molto utili».

Il progetto, spiega Sonia Campa, «nasce con l’ambizione di far emergere quanto la diversità sia fonte di ricchezza. In questo caso, la diversità non è data solo dalla diversa abilità della parte umana, ma anche dall’amico cane. Il quale, in quanto rappresentante di una specie non-umana, pensa, agisce, si muove in maniera differente. Eppure queste due diversità, esaltate nelle loro caratteristiche peculiari, possono diventare un tutt’uno, abbattere barriere linguistiche e di comprensione, creare un binomio dove la lingua è comune, ed è quella della solidarietà reciproca. Non chiediamo al cane di porsi “al servizio” del disabile, ma stimoliamo entrambi a pensarsi come una coppia in cui ognuno, facendo la propria parte e prendendosi cura dell’altro, promuove il benessere di entrambi».

 

 

 

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