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Io, Gianni Frati, vi racconto l’uomo dai 12 peni: Uliviero Toscano Società

Lui è Uliviero Toscano, al secolo Gianni Frati. “Un eroe dei nostri tempi”, come recita il link del suo blog. Personaggio misterioso, non molto noto ma sicuramente geniale, si è fatto conoscere lo scorso anno quando a seguito dello “scandalo” legato al calendario delle dodici vagine firmato da Oliviero Toscani, lanciò la sua provocazione: un calendario di dodici peni maschili. Una discreta eco sulla stampa locale e la consegna del suo lavoro al “maestro”. Niente di più, niente di meno. Ma quest'anno a farlo tornare alla ribalta delle cronache cittadine ci ha pensato lo stesso Oliviero Toscani. Come? Con il suo ultimo calendario, dall'ironico titolo “È un momento di pene”. Un anno all'insegna dell'organo genitale maschile, con dodici scatti ritraenti altrettanti peni. Guest star della virile adunata non poteva essere che Rocco Siffredi, il più rappresentativo – dimensionalmente parlando – della categoria. Ma la trovata del maestro non è piaciuta all'allievo che accusa: mi ha copiato. Viene da Quaracchi, parla toscanaccio e il pene per lui è rigorosamente il “pisello”. Stamp ha il piacere di presentarvi Uliviero Toscani.

Uliviero, senz'altro una questione di pene. Anzi, di peni, ben dodici. Cos'è successo?
Tutto era nato da quel calendario criticato dalle femministe di Oliviero Toscani, che si chiamava Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata. La mia idea era di metterli d'accordo, di fargli far pace, facendo un calendario che nessuno aveva mai visto, sui piselli toscani, quelli veraci, del ghetto fiorentino. Lo feci e lo presentai in vari locali cittadini, riscuotendo un buon successo
E poi cos'è accaduto?
Per conoscenza gliene mandai una copia e parve piacergli. Quando quest'anno ho visto che usciva il suo calendario sui peni mi aspettavo almeno che mi citasse o che mi facesse un augurio, una telefonata. Anche una bottiglia di vino, del quale è noto appassionato, andava bene. Invece niente…
Sui giornali però sei andato forte. Si è parlato molto di te quest'anno. Hai pensato a qualche azione legale nei confronti di Toscani?
È vero, mi è arrivata una “caterba” di articoli e io non è che ho fatto niente, non ho chiamato nessuno. Addirittura l'Ansa nazionale mi ha cercato. Il mio avvocato mi ha detto che ci sarebbero anche gli estremi per il plagio, ma francamente, detto fra me e te, chi me lo fa fare. Il pene sul calendario per primo, comunque, l'ho messo io
Ma l'anno scorso, quando hai mandato il tuo calendario a Toscani, cosa ti disse?
Mi ha augurato meno polemiche del suo. Lui per me rimane un maestro, però quando il maestro copia l'allievo uno comincia a dire…
…che son stato copiato…
Copiato… Lui giustamente dice “ho fatto prima le passere e poi quest'anno i piselli”. Ok, ma sapeva che il mio esisteva già dall'anno scorso. Esistono libri pieni di organi genitali maschili fotografati da artisti anche più bravi di Toscani
Ulivero attacca Oliviero. Sei andato alla presentazione del suo calendario?
Certamente. C'era anche Carlo Monni, che per me è come un babbo e abbiamo lavorato assieme, scrivendo qualche canzone. Gli ho parlato della cosa, ribadendo anche a lui una certa idea…
Cioè?
Cioè un'opera omnia che riassuma tutto. Un calendario da chiamarsi “Prosciutti toscani” con dodici sederi di dodici uomini della nostra regione
Toscani lo sa? Visto il precedente…
Lo sa perché gliene parlai a suo tempo. Se si trovasse il giusto sponsor si potrebbe fare un lavoro a quattro mani
A gennaio Carlo Monni?
Buona idea… poi c'è Bobo Rondelli, Guccini, Benigni, sto facendo una lista adesso… Sarebbe tutto da fare in beneficenza naturalmente
La beneficenza… Forse è questa la differenza fra Uliviero e Oliviero
Eh già…
Hai visto il suo calendario?
Sì, non è molto differente da quello delle “piselle”. Può piacere ma a me sinceramente non tanto. I piselli sono un po' “barzotti”, un po' falsificati. I miei erano molto diversi l'uno dall'altro e li feci in bianco e nero con sfondo in carta da parati. Lo presentai al Crisco, locale gay, e ne ho venduti subito una cinquantina. Il riconoscimento maschile è stato importante
Quanti te ne sono rimasti?
Uno solo, la mia copia. Il resto, erano 500, tutti regalati o venduti
Sempre con dodici peni, però, Toscani farà più soldi…
Indubbiamente…
Diciamo che tu lo accusi di “plagio”. Ma il tuo nome d'arte si ispira proprio a lui…
Vero, ma ascolta. A lui non è piaciuta un granché l'idea del nome, tant'è che ho pensato di chiamarmi Vito da Quaracchi. Io provengo dalla zona nord ovest di Firenze, il downtown di Brozzi, Peretola, Quaracchi. Vito da Quaracchi ex-Uliviero Toscano mi sembrerebbe un buon nome alternativo
Esteticamente, meglio i peni o le vagine?
Porca miseria e me lo chiedi? L'organo maschile fa quasi effetto. Non si capisce che cos'è. E da fotografare non è proprio semplice. Meglio le “piselle”
Oltre ai “prosciutti toscani” hai qualcos'altro per la mente?
Di recente ho realizzato un lavoro per l'Accademia delle Belle Arti in collaborazione con la regione Toscana. La copertina è mia e anche alcune foto all'interno. Lo ha curato Marco Cianci. Per il resto sono sempre disoccupato. Mi muovo fra gli audiovisivi, la fotografia e il montaggio, ma non ho trovato nulla di veramente interessante
C'è grossa crisi.
Già, son momenti di pene.

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