energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Ironia e delicatezza, alla Pergola in scena va l’Alzheimer Breaking news, Spettacoli

Firenze – Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere protagonisti de Il padre di Florian Zeller in scena alla Pergola di Firenze da martedì 5 a domenica 10 febbraio.

Uno spettacolo (adattamento e regia di Piero Maccarinelli) che racconta con ironia e delicatezza lo spaesamento di un uomo affetto da Alzheimer, la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone.

“L’intuizione geniale – afferma Haber – è quella di far sentire il pubblico nella testa di Andrea, il mio personaggio. Condividendo con me la paura, l’ansia, lo sgomento di un pensiero che regredisce fino a essere più nulla. C’è, però, una straordinaria leggerezza di fondo: per questo in platea vedo la gente ridere, ma con le lacrime agli occhi”.

In questa commedia Lucrezia Lante della Rovere è Anna, la figlia di Andrea, preoccupata dal decadimento del padre: è l’inizio di un percorso complicato e doloroso. Affrontato con una sensibilità che addolcisce il dramma ed emoziona.

“È una commedia – dice Lante della Rovere – ma dentro c’è il dolore, che è un sentimento complesso e non esclude l’ironia. Soprattutto Il padre aiuta a capire molte cose. In tanti ci vengono a salutare a fine spettacolo, ci raccontano le loro esperienze. È quello che vogliamo: rendere tangibile qualcosa sul palco, trovare un senso”.

Florian Zeller, giovane e affermato drammaturgo francese affronta in questa pièce la questione dell’ Alzheimer attraverso la vicenda di Andrea, settantenne ancora brillante, alle spalle una carriera da ingegnere, comincia a mostrare i primi segni della malattia, sua figlia Anna, fresca di secondo matrimonio, decide di prenderselo in casa. Ma l’uomo che accoglie non è più il genitore autoritario e molto amato, è un’altra persona: bizzarra, imprevedibile, difficilissima.

A portare la pièce in Italia è stato il regista Piero Maccarinelli, che ha voluto come protagonisti Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere (insieme a Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris),

Le musiche sono di Antonio Di Pofi, le scene di Gianluca Amodio, i costumi di Alessandro Lai, il light designer è Umile Vainieri. Una produzione Goldenart Production.

“Un tema delicato – interviene Lucrezia Lante della Rovere – intorno a cui bisogna costruire emozioni, ma senza retorica né piagnistei. È il pregio di questo testo: tocca questioni come la malattia, la vecchiaia, la perdita di memoria e identità, ma è costruito in modo sorprendente. A cominciare dall’escamotage con cui restituisce il punto di vista di Andrea”.

Zeller mette lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento del protagonista : nelle prime scene i personaggi che si muovono intorno a lui (la figlia, il marito, la badante) entrano ed escono rapidamente, si cambiano d’abito, si sovrappongono, si mescolano, diventano altro come nella testa di Andrea, che gira senza più punti di riferimento. Ruolo complicato, istrionico e dolente.

“Nella vita ho avuto la fortuna di fare parti belle – sottolinea Haber – questa è forse la più bella. Un continuo cambio di registro, su e giù, lucidità e assenza. Un personaggio che rischia di strabordare e che invece va tenuto a misura. Ci ho lavorato molto, ho scavato, recuperato emozioni, esperienze. Aggiunge che quando c’è una progressiva degenerazione della malattia ciò getta nella costernazione i familiari. E tuttavia, “ la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e amara, pungente ironia. L’uomo è avviato verso un misterioso altrove che la figlia accudisce sentendone tutto il peso” .

“Anna è una donna combattuta tra la fatica emotiva di occuparsi del padre amatissimo e il resto della sua vita – dice Lante della Rovere – c’è l’Alzheimer, ma c’è anche il senso della perdita, quel momento particolare della vita in cui diventiamo genitori dei nostri genitori”.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la serenità familiare. La perdita di autonomia di Andrea progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. Fino al finale a sorpresa.

“La progressiva caduta nell’oblio è interrotta da brevi momenti di rabbiosa lucidità. L’Alzheimer – conclude Alessandro Haber – è una malattia drammatica, a me ricorda il movimento delle maree, inesorabili nel far scomparire certe piccole isole. A quel punto, non c’è più passato, né presente, né futuro. Alla fine, il pubblico è come se si sentisse abbracciato e sua volta riabbracciasse qualcosa che ha perso”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »