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Irrfan Khan al River to River: “il cinema indiano è cambiato” Cinema

La grande star indiana Irrfan Khan sarà l’ospite d’onore alla nuova edizione del River to River: Florence Indian Film Festival che dedicherà la prima retrospettiva europea alla star indiana con due film in prima italiana. Inoltre all’attore sarà consegnata l’onorificenza ‘Le chiavi della città’ dal sindaco di Firenze Dario Nardella, il 7 dicembre alle ore 20.30 presso il cinema Odeon. Conosciuto dal pubblico per la sua collaborazione con registi internazionali del calibro di Ang Lee nel film Vita di Pi (in cui interpreta il protagonista da adulto), Danny Boyle in The Millionaire, Marc Webb in The Amazing Spider-Man e Wes Anderson ne Il treno per il Darjeeling, Irrfan Kahn arriverà presto nei cinema con Jurassic World di Colin Trevorrow (quarto capitolo di Jurassic Park in uscita a giugno 2015) di cui ha accennato brevemente durante un incontro con la stampa: “il regista Colin Trevorrow aveva girato solo un film prima Safety not granted, un piccolo lungometraggio con un budget di 70.000 dollari. Mi ha mandato la sceneggiatura del film che mi è piaciuta molto. Inoltre volevo lavorare con lui e Steven Spielberg, produttore del film che voleva che partecipassi al film. Io interpreto il nuovo proprietario del parco, un personaggio divertente e appariscente che ha una visione molto particolare di quello che è l’intrattenimento”.

Le pellicole che verranno presentate nella retrospettiva dedicata all’attore saranno tre: Qissa di Anup Singh, storia di una bambina cresciuta come fosse un maschio dal padre e data in sposa ad una ragazza, pellicola con un linguaggio più occidentale e capace di attrarre un pubblico più internazionale; Paan Singh Tomar di Tigmanshu Dhulia, biopic sul soldato dell’esercito indiano, campione dei 3000 metri, costretto a diventare un fuorilegge, film considerato dallo stesso attore un grande cambiamento nella cinematografia contemporanea indiana; e il cult Il destino nel nome (venerdì 12, ore 16.30) di Mira Nair, sulle vicissitudini di una coppia indiana a New York che cerca di integrarsi nella vita della città. “In questa retrospettiva non abbiamo voluto scegliere i film prettamente mainstream, che molti potevano aver già visto, ma abbiamo tentato di inserire tanti colori per poter mostrare un grande affresco, non solo del mio lavoro ma anche di tutto il cinema indiano.

Oltre ai tre film saranno proiettati, per la prima volta sul grande schermo, alcuni episodi della serie televisiva In Treatment: “è stato un lavoro difficile e doloroso. Rimanere in quel ruolo per tre mesi è stato molto impegnativo ma anche una grandissima esperienza. Anche il modo in cui era girato era molto impegnativo, se sbagliavo una sola battuta rischiavo di di dover rigirare l’intera scena che poteva essere lunga fino a dieci pagine. Direi che è un lavoro che si avvicinava molto al teatro intimista. Gli elementi classici del cinema, musica montaggio e altri c’erano, ma in modo ritirato e modesto e non erano mai invasivi”.

L’attore indiano alla sua prima visita della città del giglio si è detto felice di poter essere in Italia “culla di grandi registi che hanno formato e plasmato il cinema e avuto grande influenza in tutto il mondo”, e in particolare a Firenze, “tutti mi hanno esaltato la bellezza della città e devo dire che è effettivamente una delle città più belle del mondo. Sono felice di essere qui e di poter stabilire connessioni in altri paesi oltre l’India grazie al potere del cinema.

Nella lunga discussione avuta con la stampa l’attore ha avuto modo di parlare anche del cinema indiano contemporaneo e di come esso si sia evoluto negli anni: “negli anni sessanta e settanta c’era una forte divisione tra cinema commerciale e cinema d’autore. Quello d’autore era patrocinato dal governo e quindi non aveva alcuna necessita di incassare e perciò non si preoccupava di affascinare il pubblico. Questo cinema è così diventato estremamente autocompiaciuto con tematiche troppo chiuse e autoreferenziali ed è andato un po’ a morire. Ora la linea di demarcazione tra i due tipi di cinema si fa sempre più sfocata ed è nata una commistione molto più forte tra i due. Anche il pubblico del cinema mainstream sta cambiando. Vuoi perché cambiano i film o perché cambia la narrazione ma il cinema commerciale sta cambiando linguaggio e diventando più universale per riuscire ad inglobare tutte le tipologie di pubblico.

Ma dopo tutto questo parlare di cinema, ruoli e recitazione, “chi è davvero Irrfan Khan?”. Forse non lo sa nemmeno lui stesso: “Non si può capire una persona guardando solo i suoi film. Una parte di te può affiorare in qualche ruolo ma la ricerca di sé stessi continua per tutta la vita. Anche io non so ancora chi è Irrfan Khan e sarà una ricerca che continuerà fino alla mia morte.

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