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Isola d’Elba: quando la cultura è solidarietà Cultura, Opinion leader

E così, quello che prima veniva ricordato come uno dei versanti più belli di tutta la Toscana, è stato ridotto a fango e disperazione nel giro di dieci minuti. Dieci maledetti minuti. Com’è possibile che in dieci minuti si possa raggiungere livelli simili?  Sembrava una cosa sovrannaturale, di quelle che si vedono nei film. O anche un’anticipazione della fine del mondo predetta dagli antichi Maya. Un’apocalisse.  Persone che piangevano, persone che salvavano altre  persone. Altre che restavano inermi e ferme di fronte a un fiume che man mano entrava anche nelle case e arrivava alle ginocchia”.

Chi scrive così in un articolo su un mensile locale, non è un consumato cronista o un’intraprendente giornalista, ma una studentessa diciottenne del Liceo “Foresi” di Portoferraio, Marialetizia Muti,  che racconta con parole semplici la distruzione, appunto in 10 stramaledetti minuti. E’ il mese di novembre del 2011. La popolazione di Campo nell’Elba riceve la visita e la solidarietà di tanti ma pochi aiuti concreti soprattutto in termini economici. Ma gli elbani che vengono rappresentati con le api operaie anche nel vessillo della Provincia Livorno, non si fanno intimorire e si mettono subito al lavoro. E sono lì pronti per la nuova stagione turistica. Anzi grazie all’iniziativa del Vice Sindaco, Lucia Soppelsa, e della bravissima libraia del paese Silvana (che tutti conoscono per Macondo come il nome della sua libreria e così si è registrata anche sul profilo su Facebook, nessuno di noi sa il suo cognome vero) mettono su una rassegna che raduno un buon numero di autori, già premiati o in corsa per esserlo, chiedendo loro di aderire, senza alcun compenso.  E tutti accettano perché il fine non è soltanto culturale ma anche sociale. Tra questi autori c’è anche chi scrive  che il prossimo sette luglio in una delle piazze di Marina di Campo presenterà il suo ultimo lavoro “La net comunicazione politica”.

Ma sarà un modo per testimoniare,  non soltanto l’amore per una straordinaria isola piena di persone fantastiche e di luoghi incantevoli,  ma il sostegno pieno agli abitanti di Campo nell’Elba che da soli si sono rialzati dal fango e sono lì tutti i giorni a lavorare, come se nulla fosse successo. Certo le cicatrici le hanno dentro ma le tengono bene nascoste.
Sorridono. Non parlano di quel maledetto giorno di novembre, di quei 10 minuti.
Sono felice che sono stati tanti gli scrittori che hanno aderito all’iniziativa. Ed ancora più felice se le piazze di Campo nell’Elba in tutte le sere in cui si svolgeranno le manifestazioni si riempiranno di persone che sposeranno il momento culturale ma che comprenderanno il fine sociale dell’iniziativa. E da come i media, nazionali, regionali e locali, hanno accolto questa iniziativa c’è il segno preciso che Campo d’Autore è il riscatto di tutti coloro che vogliono cancellare quei 10 minuti e tornare alla normalità. Subito. Adesso. Ognuno ci mette quel che può e che sa fare.

Per  la gente di Campo nell’Elba. Per quei luoghi straordinari. Per la nostra Italia. E anche qui non ci sta male un Forza Italia. Forza Campo nell’Elba. Le partite si possono vincere.  Oltre alle tattiche, agli uomini e alle donne. Ci vuole tanto cuore.


Francesco Pira

*Sociologo, saggista e giornalista. Docente di Comunicazione e Relazioni Pubbliche dell’Università di Udine- Consigliere Nazionale dell’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica

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