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Isolotto Gesto e Natura: la magia della danza incanta un quartiere Cultura, Spettacoli

Firenze – Giardini curati e prati abbandonati diventano luoghi incantati. Vialetti si sciolgono in fiumi d’oro, quotidianità familiare che si sublima in canto e poesia. Virgilio Sieni tocca con la bacchetta magica il quartiere fiorentino che lo ha visto ragazzo e per tre giorni lo trasforma in uno straordinario scenario dove recitano, cantano e danzano i suoi concittadini. La sua compagnia di danza sono soprattutto i vicini di casa e i suoi aiuti sono tutti coloro che in quella parte di Firenze si impegnano nel produrre arte e cultura.

Tutto è cominciato venerdì 22 settembre proprio da quel viale che congiunge piazza dei Tigli alla passerella della Montagnola e al viale dei Bambini, coperto di foglie d’oro della ditta Manetti Battirolo, “meta fiabesca”, anche “stairway to heaven” , simbolo della capacità dell’arte di trasformare in oro oggetti e abitudini del vivere  quotidiano.  I Nuovi Cantieri Culturali Isolotto, questo il titolo del progetto, dureranno fino a domenica 24 settembre con il Cammino popolare, performance collettiva.

Ogni giornata propone incontri, performance, letture, laboratori e momenti conviviali diversi, altrettante tappe di fruizione “in cammino” di un pubblico attento, stupito e partecipe.  Il primo giorno era suddiviso in 12 stazioni , le prime quattro nella piazza dei Tigli dove è avvenuta l’inaugurazione del Viale d’oro, l’ultima nel giardino delle erbacce, uno spazio in abbandono dove Claudia Catarzi ha raccontato con il suo corpo il “progetto residenza”, cioè la nascita di un punto di incontro con gli artisti che vi compiono una breve residenza site specific .

Fili conduttori  della passeggiata sono i cicli: azioni coreografiche per ripiantare e salvare alberi, Danzette (progetto canto e gesto a cura di Naomi Berrill), Poesie (laboratorio condotto da Luisa Biagini), Coro ritmico (a cura di Umi Carroy Niane), Soli e Duetti Notturni (Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Noemi Biancotti e Linda Pierucci) , Laboratori Hortus (a cura di Viriglio Sieni e Paolo Basetti) , Racconti sulle piante (di Mario Bencivenni) e così via con esposizioni, video e lezioni.

 

 

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In particolare è stata  la Performance per piantare tre pioppi sul grande prato del Lungarno dei Pioppi a esercitare un grande impatto emotivo sugli spettatori . Sei gruppi composti da cittadini e danzatori hanno messo in scena un rito. I movimenti e i gesti degli interpreti avevano una cadenza sacrale e gli attrezzi, pale e vanghe, ne  erano gli strumenti liturgici. E’ come se Sieni, antico sacerdote etrusco, avesse disegnato idealmente gli spazi consacrandoli al rito della terra e della vita. Anche la musica ha contribuito a dare all’azione coreografica un’aura di magia: i Cori Ensemble hanno intonato Oh Arranmore, canto  irlandese evocativo e misterioso, come se fosse la natura a cantare la sua forza procreatrice.

Quello di Sieni , scrive Giancarlo Gaeta nell’introduzione al programma, è dunque l’invito rivolto ai concittadini e agli altri fiorentini di buona volontà “perché rivivano lo spazio e il tempo del proprio abitare all’ Isolotto, come pure il tessuto delle relazioni umane che, liberate dall’ombra spessa dell’abitudinario riacquistino significato attraverso una gestualità consapevole”. L’Isolotto del progetto urbanistico di Giorgio la Pira e della contestazione ecclesiale di don Enzo Mazzi rivive con una delle più originali operazioni di cultura militante organizzate in questa città.
Ora provate a chiamarla periferia.

 

Foto 1: Duetto Notturno (Jari  Boldrini e Maurizio Giunti)

Foto 2: Performance per piantare tre pioppi

 

 

 

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