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Ispettori del lavoro si mobilitano, “Senza risorse, riconoscimenti, a rischio tutele” Breaking news, Cronaca

Firenze –  Mancano risorse e riconoscimenti, ma non è “solo” questo il problema, quello per cui i dipendenti dell’Ispettorato del Lavoro domani, venerdì 17 novembre, si ritroveranno in presidio sotto la Prefettura in via Cavour a Firenze dalle 10 alle 12, bensì anche l’assurda situazione di vedere erosi i diritti di lavoratori …..  che sono loro. In altre parole, loro stessi giacciono in una condizione di rischio dei diritti. I controllori, insomma, non starebbero molto meglio di coloro di cui dovrebbero essere i difensori.

Una situazione che travalica naturalmente sull’importante attività di tutela del lavoro che gli ispettori dovrebbero svolgere e che, come ognuno sa, non è di poco momento: fra i settori più significativi, gli ispettori del lavoro si occupano ad esempio, con le loro attività ispettive, di lotta agli incidenti sul lavoro e al lavoro nero, entrambi sempre a livelli preoccupanti. Tra le maggiori piaghe, lavoro nero e fuori busta, omissioni ed evasioni contributive, utilizzo improprio di istituti come il distacco di manodopera per aggirare gli obblighi delle normative sull’autorizzazione al subappalto nei cantieri pubblici (con le conseguenti evasioni fiscali), mancati riposi giornalieri o settimanali (in particolare nell’ambito dell’autotrasporto), utilizzo di manodopera subordinata in forma di lavoro autonomo, tutti ambiti in cui gli Ispettori del lavoro intervengono. O meglio, interverrebbero, dal momento che ad oggi considerano gravemente minacciata la loro possibilità di agire efficacemente sul territorio.

Perché? Intanto, appunto, mancano “risorse e riconoscimenti”, che è come dire che, se non ci sono risorse, la stessa azione di controllo viene inevitabilmente resa più difficoltosa. Ma sono proprio i principi basilari del lavoro che stanno venendo meno rispetto a chi dovrebbe difenderli anche per gli altri lavoratori: ad esempio, la mancanza di un’adeguata copertura assicurativa “per i rischi connessi alla funzione ispettiva, tutela contro le aggressioni oggi sempre più frequenti durante il servizio esterno, adeguata formazione del personale, adeguamento della dotazione strumentale di supporto nell’attività di vigilanza, riconoscimento della professionalità di chi opera negli uffici legali dell’ente in attività di difesa tecnica su delega, valorizzazione delle attività amministrative svolte dal settore delle politiche sociali (vertenze sindacali, tutela della maternità, tutela del lavoro dei minori), equiparazione normativa, giuridica ed economica fra il personale ispettivo ed amministrativo degli enti previdenziali (INPS ed INAIL) e quello ex ministeriale anche alla luce delle delicate funzioni di Ufficiali di Polizia Giudiziaria svolte”.

La protesta ha natura di mobilitazione nazionale, lanciata da Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Unsa, Usb, Intesa e ha già mosso i primi passi, con le seguenti modalità: dal 13 novembre da parte della settantina di dipendenti dell’Ispettorato Territoriale del lavoro di Firenze è stato messo in atto “lo stop degli straordinari, stop delle verifiche in orari notturni o festivi, mancata disponibilità a usare la propria autovettura per effettuare sopralluoghi presso le aziende della provincia anticipando le spese per il carburante (pertanto il personale ispettivo effettuerà ispezioni solo con i mezzi pubblici e richiedendo l’anticipo di ogni spesa legata alla “trasferta”, con pesanti ripercussioni sull’effettivo controllo dell’intero territorio provinciale, considerato che non sarà possibile raggiungere in tempi ragionevoli le aziende ed i cantieri fuori dall’area strettamente urbana). Inoltre, il personale amministrativo non effettua più orari straordinari e quello impiegato negli uffici legali revocherà le deleghe ricevute rifiutandosi di rappresentare l’Ente in giudizio”. Con quali ricadute per la tutela del lavoro, è facilmente immaginabile.

Le ragioni della protesta, d’altro canto, hanno radici “storiche”. “Ad un anno dalla nascita dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) come ente autonomo, se pur vigilato dal Ministero del Lavoro, che riunisce funzionari ex Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ispettori INPS e ispettori INAIL, la creatura può definirsi ad oggi un esperimento fallito – spiegano dai sindacati – il nuovo soggetto avrebbe dovuto dare impulso alle importanti attività ispettive e legali che garantiscono la tutela del lavoro e il recupero dell’elusione ed evasione contributiva e sul territorio ed invece sono stati previsti ulteriori tagli alle risorse economiche, ignorando che il CCNL dei lavoratori del settore pubblico non viene rinnovato da più di dieci anni e senza neppure ipotizzare l’apertura di un tavolo per la contrattazione integrativa. Il Governo si era impegnato nella creazione del nuovo Ente (INL) ma non ne ha voluto poi seguire la crescita e, nonostante le ripetute promesse, non si ancora provveduto ad un allineamento economico e contrattuale tra tutti gli ispettori del nuovo Ente, determinando l’assurda situazione per cui colleghi che svolgono la medesima attività ed operano congiuntamente ricevono retribuzioni molto diverse, situazione che qualunque Ispettore considererebbe illecita in caso di accertamento ad un soggetto privato”.

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