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Ispettori del ministero in ospedale a Grosseto Cronaca

Nella mattina di oggi, giovedì 29 agosto, i tre ispettori inviati dal Ministero della Salute sono arrivati a Grosseto per un sopralluogo nell’ospedale in cui un settantaseienne è deceduto a seguito di una trasfusione di sangue non destinata a lui. La sanità maremmana è sotto osservazione, tanto che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha deciso per un sopralluogo degli ispettori, che sono stati accompagnati nella loro visita della struttura sanitaria dal direttore dell’Unità operativa sulla gestione del rischio clinico dell’Asl di Grosseto. Gli ispettori visiteranno poi anche l’ospedale di Orbetello, nel quale ha trovato la morte una diciassettenne romana. Gli indagati per la morte del settantaseienne all’ospedale di Grosseto, intanto, sarebbero saliti a 11. Dieci gli indagati per omicidio colposo, tutti medici dei reparti di Malattie infettive e Rianimazione. Indagata anche un’infermiera del reparto di Rianimazione, nel quale l’anziano è deceduto. I parenti del settantaseienne deceduto domenica 25 agosto avrebbero intanto dichiarato di essere stati tenuti all’oscuro della trasfusione sbagliata fino all’arrivo in ospedale e di non essere stati informati dell’errore medico al momento della telefonata ricevuta dalla struttura sanitaria.

E mentre nel Grossetano si indaga sulla morte della diciassettenne romana e del settantaseienne, emerge un altro caso di morte per trasfusione sbagliata. Stavolta la struttura sanitaria sotto osservazione è l’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, nel quale il 13 agosto sarebbe deceduta a causa di una sacca di sangue somministrata per errore una settantottenne. L’anziana giunse in ospedale con un’emorragia il 26 giugno. Il quadro clinico era complesso, ma non è escluso che la settantottenne possa essere deceduta a causa di una sacca di sangue che non era destinata a lei. L’Asl di Viareggio escluderebbe che l’errore nella trasfusione sia stata la causa della morte della donna, ma i dubbi restano. “Escludo recisamente ogni relazione tra la trasfusione errata e la morte della signora, avvenuta oltre un mese e mezzo dopo”, ha spiegato il professor Alberto Bosi, ordinario di Malattie del sangue dell’Università di Firenze. “Confermo – ha proseguito – tutto quanto già emerso dalla relazione della Asl di Viareggio. Le reazioni da errata trasfusione hanno conseguenze solo nell’immediato decorso clinico. Un eventuale peggioramento delle condizioni della signora in seguito all’errore trasfusionale avrebbe avuto senso solo nelle prime 48 ore. E’ da escludere quindi che l’errata trasfusione sia stata la causa del decesso della signora”.

“Esprimo ai familiari della signora di Seravezza tutta la mia solidarietà e vicinanza per la morte della loro congiunta”, ha dichiarato invece l’assessore regionale al Diritto alla salute Luigi Marroni. “Onde evitare un’interpretazione infondata dei fatti – ha poi proseguito – tengo a precisare che non può esserci alcun nesso tra la trasfusione errata ricevuta il 26 giugno dalla signora all’ospedale della Versilia e la sua morte, avvenuta il 13 agosto scorso. Lo ha chiarito la direzione della Asl 12 di Viareggio, e lo conferma ora anche un esperto ematologo come il professor Alberto Bosi”.

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