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Istat, crollano i consumi delle famiglie Economia

La famiglie non hanno neanche più gli occhi per piangere. E' questa, in sintesi popolare, la reazione dell'associazione consumatori Codacons all'arrivo dei nuovi dati Istat che riguardano il potere d'acquisto delle famiglie. Per dirla come la dice l'asociazione stessa, nero su bianco, sono "peggio di qualsiasi previsione i dati Istat relativi al potere d'acquisto delle famiglie".
E quali sono dunque? Eccoli: nel primo trimestre si registra un calo della capacità d'acquisto del 2% annuale. "Gli allarmi lanciati a più riprese dal Codacons trovano conferma nei dati diffusi oggi dall'Istat – commenta il presidente dell'associazione Carlo Rienzi – ma si va oltre: rispetto al 2011, quando il potere d'acquisto delle famiglie scese dello 0,5%, nel 2012 si sta registrando un calo 4 volte maggiore e pari al 2%. Segno evidente che le famiglie sono oramai allo stremo, e che i provvedimenti adottati dal Governo, a partire dall'aumento dell'Iva, hanno avuto effetti devastanti sulle tasche degli italiani".

E lo scenario, se prima era grave, ora si fa allarmante: "A fronte della pesante perdita del potere d'acquisto – prevede Rinezi –  le famiglie reagiranno tagliando ancor più i consumi, con danni incalcolabili per il commercio e per l'economia nazionale". Insomma, se vale la semplice regoletta meno soldi meno consumi meno lavoro meno soldi, siamo veramente in fondo al barile. E che la situazione sia da allarme rosso, lo dicono anche i dati Istat su dove vanno a posizionarsi i tagli al consumo delle famiglie italiane. La scure della crisi, per oltre  il 35% delle famiglie nazionali, cade già da tempo sui consumi alimentari. Il 35,8% dei nuclei famigliari, secondo i dati Istat, ha diminuito, nel 2011 rispetto al 2010, la quantità e la qualità di ciò che mangia.
Sono le famiglie, spiega il Codacons, che hanno già intaccato i loro risparmi, hanno il conto sulla soglia del rosso e per pagare le bollette o il conto del macellaio attendono lo stipendio a fine mese.

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