energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Imprese, sempre meno le “high growth” Economia

Invece il settore dell’Industria fa registrare un aumento di 0,5 punti percentuali. Il calo delle nascite riguarda soprattutto le imprese cosiddette “high-growth” , ossia con almeno 10 dipendenti ad inizio periodo che raggiungono una crescita media annua, in termini di dipendenti, superiore al 20%, su un periodo di tre anni consecutivi.
Sono le regioni del Sud, insieme al Lazio, a presentare tassi di natalità superiori alle altre regioni (oltre il 10%), pur alla presenza di una riduzione dello 0,2% rispetto al 2009. Anche la mortalità delle imprese con dipendenti risulta in calo rispetto al 2009 (-0,4 punti percentuali) ed ha interessato soprattutto il settore delle Costruzioni (-2,1 punti percentuali) e le regioni del Centro (-0,5 punti percentuali), tra le quali spicca l’Abruzzo (-0,8%).  Questa la sintesi dei dati pubblicati oggi da Istat nel rapporto  "L’imprenditorialità in Italia, anni 2006-2010".

Nel 2010 la dinamica demografica delle imprese, ovvero la differenza tra le imprese nate e quelle cessate, mostra un modesto bilancio positivo, pari allo 0,1%. Le imprese individuali costituiscono il 48% delle nuove imprese. Il 71% è guidato da imprenditori maschi, il restante 29% da imprenditrici. Le donne guidano soprattutto imprese del Commercio (quasi il 40%) e degli Altri Servizi (oltre il 33%). Nel 2010 la percentuale di nuove imprese nate nel settore dell’Industria in senso stretto è la più bassa (4,6%).
Nelle Costruzioni, a fronte di un tasso di sopravvivenza relativamente più basso di quelle dell’Industria, si ha però una percentuale più elevata (7,7%) d’imprese giovani. Le imprese che sopravvivono, a distanza di tre anni dalla nascita, registrano un aumento della dimensione media (da 2,9 addetti nel 2007 a 4,5 nel 2010). Tra il 2009 e il 2010 si evidenzia un rallentamento di questa crescita (-0,2%), soprattutto nei settori dell’Industria, delle Costruzioni e degli Altri Servizi.

Le imprese high growth
Gli effetti della crisi sono evidenti per le imprese cosiddette “high-growth”, la cui quota, sul complesso delle imprese, ha subito una riduzione di circa 1000 unità nel 2010 (-0,8%). Secondo la definizione raccomandata da Eurostat-OECD (Manual on Business Demography Statistics, anno 2007) si definiscono «“high-growth” tutte le imprese con almeno 10 dipendenti ad inizio periodo che presentano una crescita media annua in termini di dipendenti superiore al 20 per cento, su un periodo di tre anni consecutivi». Sono escluse dalle high-growth tutte le imprese la cui crescita in termini di occupazione è dovuta a eventi di trasformazione (acquisizioni/cessioni di rami d’azienda).
Nell’Industria in senso stretto si registra la percentuale più bassa d’imprese “high-growth” per tutti gli anni considerati (diminuita dal 2,1 del 2009 all’1,6 del 2010), mentre in quello degli Altri servizi quella più elevata (diminuita dal 5,5 al 4,4%). Il Sud e le Isole detengono, nel complesso, la percentuale più alta di imprese “high-growth” (4,1%). Il Nord-est e il Nord-ovest presentano i tassi di high-growth più bassi, inferiori alla media nazionale.
In termini di addetti delle imprese “high-growth”, la crescita più elevata si ha nei settori dei Servizi di informazione e comunicazione (68,2%) e di Alloggio e ristorazione (61,6%).

Tasso di natalità e tasso di sopravvivenza a tre anni delle imprese con dipendenti nate nel 2007 regione per regione.
Fonte Istat.

Immagine in alto www.finanzaecomunicazione.it: Tasso di imprese High Growth per regione 2008

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »