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Istat mette il naso nelle Istituzioni Economia

Firenze – Pubblica amministrazione nel mirino dell’Istat. Da qui a poco più di un anno oltre alle tradizionali serie numeriche sulla sua consistenza, numero dei dipendenti, conosceremo anche la formazione del personale, la morfologia delle strutture amministrative e di governo e i comportamenti relativi a anticorruzione, trasparenza, ecosostenibilità. Facile prevedere che apparirà un’Italia a macchia di leopardo, con punte avanzate e nicchie arretratissime. Certamente ne vedremo delle belle! La Rilevazione censuaria delle Istituzioni pubbliche e l’aggiornamento delle unità locali – prevista dal Programma statistico nazionale 2014-2016 – è partita giovedì 14 aprile e costituisce la prima edizione del Censimento permanente delle Istituzioni pubbliche.

In pochi lo sanno, ma con il censimento del 2010-2011 si è chiusa l’era dei censimenti generali che ogni dieci anni offrivano una fotografia puntuale di un Paese che nel frattempo diventava sempre più dettagliato e complesso. Da allora si è aperta la stagione dei censimenti permanenti su Popolazione e abitazioni, Imprese, Aziende agricole, Istituzioni pubbliche e Istituzioni non profit. Questi nuovi strumenti prevedono la realizzazione dei registri statistici, basati su un utilizzo integrato di fonti amministrative, e sullo svolgimento di rilevazioni a supporto.

Il Censimento permanente delle le amministrazioni pubbliche italiane prevede di coinvolgere circa 13 mila unità istituzionali e 60 mila unità locali, e si svolge interamente on line fino al 23 settembre 2016. I dati rilevati si riferiranno alla data del 31 dicembre 2015. Il campo di osservazione è stato ampliato e include per la prima volta le forze armate e di sicurezza (circa 500mila dipendenti) e le unità locali residenti all’estero con i relativi dipendenti pubblici.

Foto: http://www.laltrapagina.it

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