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Istat, occupazione stabile con segnali di rallentamento Breaking news, Economia

Firenze – I dati relativi a novembre 2018 resi noti dall’Istat, danno un quadro dei livelli occupazionali che in buona sostanza si può dire stazionario. Una conferma non inattesa dal momento che, come ad ottobre, la stabilità congiunturale risulta conseguenza di una lieve crescita dei dipendenti permanenti a fronte di una diminuzione di quelli a termine. Così, emerge una disoccupazione in calo dopo due mesi di crescita sostenuta, ma nella media degli ultimi tre mesi, è l’occupazione a registrare una leggera flessione rispetto al trimestre precedente. Considerando invece l’arco dei 12 mesi, l’Istat segnala che la crescita occupazionale rimane positiva, ma risulta molto ridimensionata rispetto ai mesi passati, spinta soprattutto dai dipendenti a termine e concentrata tra gli ultracinquantenni.

Nel dettaglio dunque, a novembre 2018 emerge che la stima degli occupati è sostanzialmente stabile rispetto ad ottobre, con il tasso di occupazione che rimane invariato al 58,6%, come si legge nella nota diffusa da Istat.

Si tratta di una situazione già verificatesi ad ottobre, dove l’andamento degli occupati “è sintesi di un lieve aumento dei dipendenti permanenti (+15 mila) e una diminuzione di quelli a termine (-22 mila). Cresce l’occupazione maschile, mentre cala quella femminile”.

In calo anche la stima delle persone in cerca di occupazione, che aveva visto invece due mesi di crescita. Così, Istat registra -0,9%, pari a -25 mila unità. “Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni. Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,5% (-0,1 punti percentuali), quello giovanile scende al 31,6% (-0,6 punti)”.

Aumenta invece il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a +26 mila unità). Sono le donne e le classi di età estreme, ovvero quelle dei 15-24 insieme agli over 50, a registrare la variazione: il tasso di inattività sale al 34,3% (+0,1 punti percentuali).

E’ su base trimestrale che l’occupazione registra invece una lieve flessione. Il trimestre in oggetto è quello settembre-novembre 2018 che, rispetto al trimestre precedente, registra un -0,1%, pari a – 26mila unità. La diminuzione riguarda le donne e le età centrali tra i 25 e i 49 anni. Nell’arco del periodo crescono i dipendenti a termine (+13 mila) mentre calano i permanenti (-23 mila) e gli indipendenti (-17 mila).

Sempre nel trimestre, si assiste anche al calo degli inattivi (-0,2%, pari a -32 mila), mentre aumentano i disoccupati (+1,3%, +35 mila).

Infine, la valutazione su base annua: “l’occupazione cresce dello 0,4%, pari a +99 mila unità. L’espansione interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162 mila); risultano lievemente in crescita gli indipendenti, mentre si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila). Nell’anno aumentano esclusivamente gli occupati ultracinquantenni (+275 mila), mentre si registra una flessione tra i 15-49enni (-175 mila). Al netto della componente demografica si stima comunque un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età”. Infine, “Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-4,3%, pari a -124 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,4%, -49 mila)”.

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