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Istituzioni pronte a fare quanto in loro potere per tutelare i lavoratori italiani di Camp Darby Società

Massima disponibilità da parte delle istituzioni. È questo, riassunto in soldoni, il risultato dell’incontro tenutosi oggi, 26 giugno, a Firenze per discutere del futuro della base militare americana Camp Darby. Il tavolo di confronto ha visto intervenire, oltre all’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini, il console americano a Firenze, Sarah Morrison, i rappresentanti della base statunitense, le organizzazioni sindacali, il presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà, gli assessori al lavoro delle Province di Pisa e Livorno, nonché alcuni rappresentanti dei Comuni di Pisa e Livorno. Il futuro dei 67 lavoratori italiani di Camp Darby, che rischiano il loro impiego nella base americana a seguito dell’apertura del nuovo campo militare Dal Molin di Vicenza, è sempre più incerto. L’amministrazione militare statunitense, infatti, intenderebbe licenziarli in vista di una riorganizzazione del suo contingente sul suolo italiano. Agli U.S.A., ha spiegato Simoncini, è stato chiesto di aprire un confronto con le istituzioni ed i sindacati per venire incontro ai lavoratori di Camp Darby. «Le istituzioni – ha dichiarato l’assessore regionale – sono pronte a fare la loro parte e, visto anche il grande senso di responsabilità manifestato oggi dai sindacati, credo che sia possibile trovare una soluzione che salvaguardi i diritti dei lavoratori e le esigenze di ristrutturazione dell’amministrazione militare americana». Il confronto, ha continuato Simoncini, dovrà avere come priorità quella di evitare un contenzioso in sede legale, dato che questo penalizzerebbe sia l’amministrazione americana che i lavoratori della base toscana, allungando i tempi per la ricerca di soluzioni alternative.  Le istituzioni toscane si sono dichiarate disponibili ad attivare gli ammortizzatori sociali ed a ricorrere a tutti gli strumenti a loro disposizione per salvaguardare i posti di lavoro dei 67 dipendenti italiani di Camp Darby, ma l’amministrazione americana dovrà confrontarsi con i sindacati (Cgil e Cisl in testa) per evitare i licenziamenti annunciati e per chiarire quali siano le prospettive future della base toscana. In ogni caso, ha concluso Simoncini, la Regione è disponibile ad organizzare un nuovo tavolo di confronto con le parti sociali, le istituzioni e l’amministrazione militare statunitense.

Foto: http://www.tg1.rai.it
 

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