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Italia-Brasile, nel chiostro di piazza Brunelleschi Cultura

Firenze – Con Italia–Brasile: culture in contatto, prende il via una serie di iniziative culturali intitolate Chiostro in azione, organizzate da Lucilla Saccà (docente di Storia dell’arte contemporaneadell’Università di Firenze) e dalla Biblioteca Umanistica dell’Ateneo del capoluogo toscano con l’intento di valorizzare sia la particolare importanza storico-architettonica del cosiddetto ‘Chiostro di Levante’ del plesso di piazza Brunelleschi, che il pregio culturale della Biblioteca e delle sue collezioni.

Il primo di questa serie di eventi che vedranno il Chiostro al centro di performance, installazioni, azioni sceniche, è dedicato ai rapporti culturali tra Italia e Brasile attraverso uno sguardo trasversale che interessa territori diversi di commistione e contatto tra le espressioni artistiche dei nostri Paesi – l’arte, la musica popolare, l’antropologia -, precisandosi in tematiche come l’impegno sociale, l’uso multiforme della parola, il riutilizzo di materiali poveri e di scarto e l’attenzione costante per il corpo umano.

La rassegna verrà inaugurata giovedì 6 novembre (ore 15,30 Biblioteca Umanistica, Sala Comparetti), con gli interventi di Pietro Clemente, Milton de Andrade, Silvia Lelli, Filippo Lenzi Grillini, Enzo Minarelli. Vincenzo Padiglione, Alberto Salvadori, Alessandro Simonicca.

A seguire, visita alla mostra di libri sul Brasile nella sala d’ingresso della Biblioteca Umanistica e al corridoio adiacente al Chiostro, dove verranno proiettati in loop i video di Enzo Minarelli, Hélio Oiticica, Zoè Gruni. Conclude la giornata inaugurale la performance del poeta sonoro Enzo Minarelli, che si svolgerà nel Chiostro di Levante.

Giovedì 13 novembre (ore 16,30 Biblioteca Umanistica – Sala Comparetti) Presentazione del libro di Barbara Casini, Se tutto è musica. Pensieri e parole dei compositori brasiliani. Interviene Filippo Lenzi Grillini, letture dal vivo di Eleonora Tolu. A seguire, esibizione canora della musicista fiorentina.

Giovedì 20 novembre (ore 15,30 Biblioteca Umanistica – Sala Comparetti) è in programma la proiezione del film H. O. (1979) di Ivan Cardoso dedicato a Hélio Oiticica, commentato da Milton de Andrade (Universidade Federal de Santa Catarina), Lucilla Saccà, Alessandro Ubertazzi, e con una testimonianza su Haroldo de Campos di Michela Graziani.

La mostra di volumi e il corridoio saranno visitabili fino al 19 dicembre, in orario di apertura della Biblioteca di Lettere (lunedì-venerdì 9-19). Ingresso libero.

Alla realizzazione dell’iniziativa hanno contribuito il Centro Studi Eielson, il Dipartimento SAGAS e la Scuola di Studi Umanistici dell’Università di Firenze.

saccàL’incontro Italia–Brasile, realizzato con un seminario, una mostra di libri, una performance e un evento visivo, vuole evidenziare i contatti storici e culturali tra questi due paesi per tanti aspetti fraterni e situati nei due emisferi opposti del mondo. L’emigrazione italiana è stata imponente e oggi il Brasile, che non è mai stato una nostra colonia, ha la più numerosa popolazione italiana fuori dal nostro paese, circa 25 milioni, considerando anche i discendenti italiani in linea diretta. Il mondo brasiliano è vasto e complesso, propone memorie e riscontri molteplici, presenta commistioni e confini culturali e antropologici in continuo divenire: arte e antropologia si rivelano vicine e permeabili a più soluzioni. L’arte guarda la ricchezza della cultura popolare e la trasporta nella propria dimensione, conferendole una lettura diversa, l’antropologia si arricchisce di forze nuove. Oggi l’antropologia parla di popoli nativi, ma anche di città e di periferie, di culture amazzoniche in lotta, ma anche di culture nere della tratta, che si emancipano, di culture meticcie e di varia origine europea. Hélio Oiticica, artista neoconcreto, ha vissuto la realtà delle favelas e ha trasposto la vitalità e la consuetudine popolari nel contesto dell’arte; sono i Parangolé, realizzati con povere stoffe, vere e proprie sculture da vivere e indossare, che recano talvolta scritte di ribellione e rivolta. Zoè Gruni, giovane artista italiana, trapiantata a Rio de Janeiro, ha spostato in quel fertile terreno la ricerca sulle antiche tradizioni delle campagne toscane; ha dato vita a una nuova scultura da indossare, Boitatà, la grande serpe di fuoco del mito, composta con camere d’aria riciclate di bicicletta. La poesia concreta, una delle declinazioni visuali delle scritture verbo-visive del secondo novecento, si è sviluppata in Brasile: i viaggi in questo paese del poeta sonoro Enzo Minarelli non hanno originato soltanto nuovi poemi come, Luzvidaluz, per Oscar Niemeyer, 4’, un omaggio al celebra architetto, ma hanno anche prodotto la pubblicazione in portoghese della sua ricerca poetica: POLIPOESIA – entre as poéticas da voz no século XX. Il gioco fertile degli scambi e dell’incontro tra i nostri paesi continua.
Lucilla Saccà

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