energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Italia – Croazia: pareggio con grinta fra sospensioni e fumogeni Sport

Firenze – Si ferma l’Italia di Conte, dopo solo successi, a San Siro, contro la Croazia, finisce 1 a 1 (gol di Candreva all’11’ e pareggio di Perisic al 15′) ed il nuovo c.t. della nazionale nel dopo gara commenta cosi: “Non era semplice, si è messo di mezzo anche il problema di Pasqual. Abbiamo fatto debuttare Soriano in una partita contro una squadra più rodata di noi, con grande esperienza e qualità. La nostra è una squadra che non si arrende, che ha voglia di fare ma che può dare di più”.

Il cambio di modulo era necessario prosegue Conte, perché per via degli infortuni la situazione era ‘raffazzonata’, abbiamo usato la difesa a 4, e abbiamo perso un po’ i punti di riferimento, ma c’è stata la voglia di raccogliere un risultato positivo”. Il tecnico ha dovuto cambiare il gioco a causa delle tante assenze e dello stop di Pasqual e nel secondo tempo ha dovuto attingere anche a nuovi protagonisti: “Abbiamo bisogno di tutti, da El Shaarawy a Pellé, da Soriano a Bonaventura. Si sono comportati bene, abbiamo bisogno di gente che porti entusiasmo”.

Ed è proprio El Shaarawy che prende la parola insieme a lui: “Sono contento di esser tornato, abbiamo cercato di fare una buona partita, personalmente sono molto soddisfatto. Srna spingeva molto e il mister mi ha chiesto di marcarlo. Abbiamo sofferto un pochino ma poi abbiamo iniziato a giocare, purtroppo la palla non è entrata. La Croazia? Ha giocatori di ottima qualità, hanno fatto un gran gioco e ci hanno messo in difficoltà, ma noi siamo stati bravi a reagire”. Torna a parlare anche di Balotelli, con cui ha un rapporto stretto: “Faccio gli auguri a Mario perché può dare tanto al calcio italiano, gli auguro tutto il bene del mondo”.

Ma quello che fa più scalpore di questa partita purtroppo non è né il risultato ne i giocatori in campo, bensì quelli sugli spalti. La gara è stata sospesa al 25′ del secondo tempo per ben 10 minuti causa ultrà croati in azione nella ripresa, l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi, poi interviene la polizia nel settore ospite. Già nel primo tempo era volato in campo qualche fumogeno dopo il gol, e l’arbitro aveva già sospeso la partita. A San Siro sono arrivati in 6 mila dalla Croazia e in tutta la giornata non ci sono stati incidenti, la situazione sembrava tranquilla, già dalla mattina tutto era stato messo a punto in una strategia tra la polizia italiana e quella croata per evitare il ripetersi degli incidenti di Genova in occasione di Italia-Serbia del 2010.

Le informazioni arrivate negli ultimi giorni dall’intelligence croata non erano rassicuranti, la Questura di Milano sapeva che l’evento era da codice rosso e purtroppo così è stato. A preoccupare era il nucleo duro della tifoseria croata, partito all’alba da Zagabria a bordo di 30 pullman, 40 minivan e circa 400 auto, in tutto 3000 persone. La polizia italiana con quella croata aveva predisposto controlli e perquisizioni straordinar,  un opera di sensibilizzazione era stata fatta anche per la citta’. In mattinata, nel capoluogo lombardo sono arrivati circa 2000 croati, il “tifo buono”.

Alle 14 piazza Duomo era già invasa ma in una situazione sotto controllo anche se si sono verificati furti, realizzati da gruppi di croati in alcuni negozi tra corso Vittorio Emanuele e piazza San Babila. Mentre il tifo “cattivo” croato, i 3000,  dalle 18 hanno creato un clima di alta tensione sulla linea rossa della metropolitana, quella che porta a San Siro, con episodi di vandalismo con croati ubriachi in giro. Fuori dallo stadio nessun incidente, ma comuque alcuni di loro nonostante tutto sono riusciti ad entrare a San Siro con fumogeni e petardi.

Foto: calcio.fanpage.it

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »