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Italia e Germania si giocano il destino dell’euro Politica

Parigi – La Germania potrebbe arrivare a spingere l’Italia fuori della zona euro: lo ritiene la saggista francese Coralie Delaume nel commentare sulle pagine di Le Figaro la recente sentenza della Corte costituzionale di Karlsruhe che definiva in parte illegittimi  i piani di QE della Banca Centrale Europea.

Secondo l’esperta di affari europei, con questa mossa il tribunale tedesco ha deciso di riaprire il conflitto con la Corte di giustizia dell’UE, avviando così una “guerra di legittimità” che mette a rischio il futuro dell’Unione. Schierandosi contro la corte di giustizia che aveva approvato nel 2018 il quantitative easing della BC, la massima istanza giuridica della Germania pone innanzitutto la questione del primato del diritto comunitario su quello dei diritti delle singole nazioni.

Berlino, afferma la sentenza , “non riconosce la supremazia assoluta dell’applicazione del diritto dell’Unione” che non deve oltrepassare l’identità costituzionale degli stati”. Questa guerra di legittimità potrebbe avere gravi ricadute sui piani di acquisti di debiti sovrani previsti nei piani di salvataggio delle economie europee messe a dura prova dall’epidemia di coronavirus.

Acquisti, che per la Corte di Karlsruhe, sono legittimi solo se rispettano il peso rispettivo dei vari stati nel capitale della BCE e non superino il 33% del debito del paese interessato. Un tasso che Italia e Francia potrebbero non poter rispettare, da momento che probabilmente supereranno in autunno il 40% .

Delaume rileva inoltre come criticando la politica della BCE, il tribunale tedesco abbia attaccato per la prima volta anche l’unica competenza esclusiva dell’UE e cioè la politica monetaria, e lo fa perché ritiene che la BCE sia andata oltre le sue prerogative che non si allargano alla politica economica. La saggista si chiede infine se questa sentenza porti a “rigermanizzare” l’euro con il rischio di spingerne fuori dalla moneta unica i paesi del sud che “hanno enormemente sofferto dell’euromark e che non  sono in grado di sopportare ulteriormente questo regime”.

Penso soprattutto all’Italia, paese fortemente indebitato e la cui produzione è scesa in 20 anni del 19% “ e che “ha spesso avuto la sensazione di essere abbandonata dall’Europa”.  Un’altra ipotesi è invece che i tedeschi rinuncino “ ad essere quella che è”, opzione dell’ala centrista della destra tedesca che rischia però di scontentare un’opinione pubblica, soprattutto di destra, convinta della superiorità del modello economico del paese e anche di quella dimostrata  nella gestione sanitaria dell’epidemia.

“Alla fine, conclude, mi chiedo chi tra Germania e Italia, metterà fine alla zona euro. Forse tutte e due, con la Germania che non sapendo più cosa vuole ed esercitando sull’Europa una leadership sempre meno efficace, finisca per spingerne fuori la seconda”.

Sulla sentenza di Karlsruhe, che è stata oggetto di continui commenti, si è pronunciato oggi anche commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni secondo cui bisogna aprire una procedura di infrazione nei confronti della Germania in quanto in “in Europa sulle questioni europee – c’è una primazia assoluta della Corte di Giustizia europea e questo principio deve essere affermato, perché se comincia a passare il concetto che singole corti possano legiferare si vedono delle reazioni in altri Paesi che dicono ‘anche noi possiamo farlo per questioni che ci stanno particolarmente a cuore’.

Anche per « Movimento Europeo »  « il tema del primato dell’Ue deve essere ribadito senza equivoci »  e la sua affermazione  « sarà uno dei passaggi  fondamentali del dibattito e delle conclusioni del futuro dell’Europa.

 

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