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Italia-Francia 1910, la prima volta della Nazionale Breaking news, Cultura

Firenze – In attesa di tornare alle emozioni del Campionato e della Coppia Italia, merita ricordare un evento storico del nostro sport più popolare. Esattamente 110 anni fa si disputò la prima partita della nazionale. Fu un evento doppiamente memorabile perché la debuttante Italia batté con un sonoro 6 a 2 la più titolata nazionale francese che da sei anni era sulla scena internazionale.

La partita si disputò il 15 maggio all’Arena civica di Milano, in una bella domenica primaverile con inizio alle 15,30. Erano presenti 4mila spettatori, un numero ragguardevole e al di sopra delle previsioni, perché il calcio, in Italia, era ancora uno sport minore. Ma proprio questo incontro, contribuì ad accrescerne la popolarità.

La vittoria contro la Francia fece scalpore anche per motivi extrasportivi perché era un periodo di antagonismo franco-italiano per motivi economici -come la lunga vertenza sui dazi doganali- e per le dispute coloniali. 

La cronaca

L’Italia iniziò con impeto e mise subito in difficoltà i bleus che avevano tecnica ma un ritmo più lento. Al 13′ andò a rete Lana, centravanti del Milan ma qui nel ruolo di mezz’ala sinistra. Sette minuti dopo, con i transalpini ancora sotto shock, raddoppiò il centromediano Fossati. Con questo risultato si andò al riposo. Nel secondo tempo la Francia mostrò subito maggiore determinazione e dopo soli 4 minuti ridusse le distanze con Bellocq (alcune cronache attribuiscono il gol a Sellier). Ma al 59′ gli l’Italia segnò nuovamente con Lana.

La partita era vivace, densa di emozioni e di colpi di scena. Passarono altri tre minuti  e al 62′ Ducret, riaprì l’incontro portando il risultato provvisorio sul 3-2. Fu, però, una speranza effimera quella dei “galletti” d’Oltralpe, perché due minuti dopo Rizzi, mezz’ala dell’Ausonia ristabilì le distanze e mise al sicuro il risultato. Poi, galvanizzata da un pubblico in delirio, la nostra nazionale dilagò, segnando ancora con De Bernardi al 82′ e con Lana su rigore all’89.’

Questa la formazione della storica partita: De Simoni (U.S. Milanese), Varisco (U.S. Milanese), Calì (Andrea Doria) capitano, Trerè (Ausonia), Fossati (Inter) D. Capello (Torino), Debernardi (Torino), Rizzi (Ausonia), Cevenini A. (Milan), Lana (Milan), Boiocchi (U.S. Milanese). Allenatore era il milanese Umberto Mazza che sarebbe rimasto alla guida della nazionale fino al 1924. 

I francesi schierarono Tessier; Mercier, Sollier; Rigal, Ducret, Vascout; Mouton, Sellier, Bellocq, Ollivier, Jourde . Arbitrò Harry Goodley ’inglese che era a Torino per motivi di lavoro.

Otto calciatori  italiani su undici  appartenevano alle quattro squadre milanesi (US Milanese, Milan, Inter, Ausonia). Non c’era, invece nessun juventino; mentre l’Ausonia, ultima classificata nel campionato, aveva ben due titolari.

La Nazionale debuttò con un handicap: nella formazione mancavano i calciatori della fortissima Pro Vercelli (prima classificata in campionato al pari merito con l’Internazionale), che erano stati squalificati a seguito di un’azione di protesta del club piemontese a causa della data dello spareggio per l’assegnazione dello scudetto.

Ma anche la Francia non era messa meglio. Infatti, si era verificata una sorta di scissione nella Federazione calcistica per cui varie società importanti, tra cui quelle di Parigi, non aderivano alla nazionale. I risultati ne avevano ovviamente risentito. Quando giocò con l’Italia era reduce da parecchi insuccessi. Non solo era stata sconfitta con punteggi stratosferici dall’Inghilterra ma aveva perso anche in casa per 17-1 contro la Danimarca.

Quel pomeriggio del 15 maggio l’Italia giocò in maglia bianca (con il colletto inamidato) Aveva scelto quel colore per motivi economici in quanto le casacche colorate costavano di più. Solo dal terzo incontro adottò l’azzurro (probabilmente in omaggio al colore di Casa Savoia). Inoltre, in quella partita, i calzettoni erano di colori diversi perché ognuno indossava quelli della sua squadra di appartenenza.   

La selezione tra i probabili e i possibili

In vista dell’incontro con la Francia la Commissione tecnica della Figc (si trattava, della Commissione arbitrale, che annoverava i maggiori esperti di calcio) fece disputare nel campo di via Bronzetti a Milano, due partite fra due squadre di selezionati che furono chiamate  i “Probabili” e i “Possibili”. Entrambe le volte vinsero i “Probabili” che, con poche eccezioni,  furono designati quali titolari della Nazionale. (1)

I convocati appartenevano ad alcune delle maggiori squadre italiane, erano considerati dei campioni ma non erano calciatori “professionisti” .Facevano i più svariati mestieri. Ad esempio, c’erano un meccanico, un geometra, un fotografo, uno studente dell’Accademia di Brera, un commerciante. L’ala dell’Inter Bontadini rinunciò alla convocazione per impegni di lavoro. Tempi davvero pionieristici …anni luce lontani dal calcio milionario di oggi. 

Il 26 maggio  l’Italia effettuò la sua prima trasferta, a Budapest . Non andò troppo bene: perdemmo 6-1 ma gli ungheresi erano una squadra fortissima. L’aspetto più curioso è il viaggio…La squadra si recò in treno a Venezia dove avrebbe dovuto prendere un battello per Fiume e da lì raggiungere Budapest. Ma il vaporetto quel giorno non partì. Allora raggiunsero Trieste e da qui di nuovo in treno a Vienna e Budapest. Mangiarono panini al salame che si erano portati da casa (2).

E’ interessante sapere anche come l’evento fu riportato dalla stampa. Ha scritto Giuseppe Bagnati che  La Gazzetta dello Sport  dette l’annuncio dell’incontro in prima pagina ma con un articolo di spalla mentre l’apertura era dedicata al prossimo inizio del Giro d’Italia. Il resoconto, invece fu dettagliato, con una cronaca narrata minuto per minuto ma a pagina 5 . Mentre il Corriere della Sera ne parlò a  pagina 4 (3)

Da notare che gli articoli erano costellati di termini inglesi in omaggio agli “inventori” del calcio moderno.  La mischia si chiamava  meele, il tiro in porta shot, il fallo di mano hands. I difensori venivano chiamati backs e gli attaccanti forwards. (4)

Nella storia della nazionale italiana sono molte le date memorabili come il 4-3 alla Germania nel 1970  che fu definito la partita del secolo  o i quattro titolo mondiali. Ma questo debutto ha un suo fascino particolare proprio per il carattere pionieristico agli albori di uno sport destinato a divenire passione, mito, impareggiabile fenomeno di costume e rilevante espressione culturale. 

 

1 G.Manenti, Debutto in “bianco” della nazionale azzurra di calcio, in SportHistoria 1 sett 2017
https://sport660.wordpress.com/2017/09/01
2 G.Bagnati, Cent’anni e sembra ieri. Tanti auguri Nazionale in
https://www.gazzetta.it/Speciali/Mondiale_2010/Squadre/01-06-2010
3 Ibidem
4 Ibidem

Foto: Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Italia-Francia_(1910)#/media/File:Italy_national_football_team1910.jpg

 

 

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