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Italia: Paese di allenatori, prima che d’ogni altra cosa… Opinion leader

E allora in tanti nella Penisola si sono calati nella parte, e dopo il deludente pareggio a Euro 2012 nella seconda gara del girone degli azzurri contro la Croazia, sono partiti con i propri, particolarissimi consigli al Commissario Tecnico dell’Italia, Cesare Prandelli. Chi voleva togliere prima Cassano e lasciare più a lungo Balotelli, chi Turbo Mario lo avrebbe lasciato direttamente in panca in favore di Totò Di Natale, chi avrebbe tentato il tridente dei piccoli con l’ingresso di Giovinco a supporto del capitano dell’Udinese e di Fantantonio, chi avrebbe tirato in ballo Nocerino al posto di Thiago Motta, il peggiore forse con la Spagna ma tra i migliori contro i corazzieri di Bilic, e via dicendo…
Potremmo andare avanti per ore, ognuno avrebbe da dire la sua. Di certo, ancor più contro una squadra rocciosa e quadrata come quella croata che non all’esordio contro le Furie Rosse, è stata evidente l’assenza, nel reparto avanzato della nostra Nazionale, di una colonna.

Un pilone grande e grosso, in grado di colpire di testa, di far salire la squadra, di fungere da terminale per i guizzi di Cassano o le sfuriate di Balotelli, di portarsi via due uomini insieme, “fare reparto” insomma, e liberare così gli spazi alle incursioni dei compagni d’attacco o dei centrocampisti con maggior vena realizzativa (l’unica cosa che di certo non manca a questa Italia).
Invece no, Balotelli, non proprio una prima punta, è l’unica mezza colonna là davanti, poi niente. Chiariamo una cosa: l’Italia non è la Spagna. Non è il Barcellona. Non ci sono giocatori che potrebbero fare al caso, a centrocampo soprattutto, dello scacchiere iberico. L’unico potrebbe essere Pirlo, forse Marchisio, ma nient’altro.

E là davanti, senza un centrocampo fisico e dinamico allo stesso tempo, non puoi puntare a far male con due sole punte “piccole”. Forse con il parco-attaccanti a disposizione di Prandelli, il tridente potrebbe essere la soluzione migliore.
Ma sono ipotesi paventate in aria dagli allenatori occasionali di tutta Italia, fatte a posteriori una volta vista la partita, davanti a una birra con gli amici. E’ palese però che forse qual cosina di diverso Prandelli nelle convocazioni poteva farlo. Consci del fatto che in questo momento il calcio italiano non ha a disposizione un Bobo Vieri o un Luca Toni della situazione, comunque una pezza per ripararsi da facile critiche si poteva mettere.

Un esempio: è stato lasciato a casa Alessandro Matri, mentre nei 23 è entrato Fabio Borini. Alcune piccole considerazioni. Il fisico: stando agli almanacchi, l’attaccante della Juventus è alto 3 cm. più del collega giallorosso (183 vs. 180) e pesa 7 kg. in più (80 vs. 73). I gol: Matri la passata stagione tra Cagliari e Juventus ha segnato 20 gol in campionato (l’anno prima ancora erano stati 13), quest’anno gli è andata peggio ma comunque ha bollato 10 volte, mentre Borini ne ha realizzate 9 con la Roma.

Senza nulla togliere a Borini, che magari con una tripletta stende l’Irlanda e con altri 7 gol nella fase a tabellone ci regala l’Europeo, forse la convocazione di Matri, l’unico nome papabile di convocazione viste le stagioni semidrammatiche di Borriello, Gilardino e Pazzini, tanto per fare delle alternative, avrebbe dato qualche soluzione tattica in più al reparto offensivo del Cesare nazionale.
Che adesso, contro l’Irlanda del Trap, è all’ultima spiaggia. Cesare, siamo tutti con te. Sai benissimo che questo Paese non ti risparmierà critiche e suggerimenti anche se vinci 5 a 0 e poi, magari con l’aiuto di Borini ci porti a vincere un torneo che manca dal ’68.
Ma questa è l’Italia, Cesare, Paese di allenatori, prima che di santi, poeti e navigatori.

 


 

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