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IV Forum Ambiente e Habitat, come costruire un nuovo patto con la Natura Ambiente

Esiste un posto, in piena campagna toscana, oltre Gambassi Terme, dove sembra che il sogno  di tornare a stringere un patto con la natura sia diventato realtà. Dove si mette il vino in anfore di terracotta poste sotto terra secondo il vecchio metodo etrusco per porle al riparo degli sbalzi della temperatura esterna. In cui si sostituisce il verderame (tossico) da dare alle viti con la propoli unita  ad altre sostanze naturali. E per scoprire come fare, c'è voluto il coraggio, la forza di immaginare, la competenza e la passione di 4 ragazzi, Lara, Roberto, Elena e Massimo, che hanno deciso di dare corso alla loro volontà di trasformare il modo di coltivare, di acquisire conoscenze, di costruire, di sfruttare le risorse naturali. Ciò di cui si sta parlando si chiama Habitat Ecovillaggio, è, oltre a un luogo, un'associaizone, ed è una piccola comunità del sapere. Sì, perchè il sapere, la conoscenza, la sperimentazione muovono questi 4 ragazzi. Ed è la competenza che li mette in grado di fare ciò che hanno cominciato, da circa due anni, a creare in questo bellissimo angolo di Toscana.

Il principio di base di questo straordinario progetto ha un nome: permacoltura. Che significa, come spiega Roberto, un ambiente naturale fruibile per l'uomo che però non ne compromette la struttura originaria. In pratica? "In pratica – spiega Roberto – considerando lo svolgersi della nostra azione su questo terreno, e lasciando avanzare il rinselvatichimento, ci troveremo di fronte a un food forest, vale a dire un bosco edibile, in cui ogni pianta potrà servire alla nutrizione umana". Insomma, l'intervento dell'uomo per una volta non sarà distruttivo degli equilibri naturali, ma al contrario asseconderà la natura ripristinando un rapporto "dolce" fra intervento umano e impulsi naturali.
Un esempio? La straordinaria struttura del bosco "edibile". "Si parte con una buca in cui piantare l'abero – spiega Roberto – attorno, sopra la terra che ricopre le radici, si delimita un'area tipo aiuola e la si riempie di paglia. In quella paglia, tenuta umida, si piantano bulbi come cipolle e aglio, che non necessitano di altro che non sia nella paglia bagnata. Poi, si procede con una cintura di cespugli fruttiferi, che sono a livello di raccolta di u bambino, fino alle mani di un adulto. Poi, ovviamente, la chioma degli alberi da frutto". Insomma, una sorta di coltura a strati dove tutto è perfettamente integrato, scelto con sapienza a seconda delle "scelte" alimentari delle varie piante alternando ad esempio piante che prediligono assorbire dal coscktail nutiritvo del terreno certi sali minerali invece che altri, lasciati a altre piante che a loro volta prediligono proprio gli "scarti" delle prime, e così via, in un crescendo armonico attento che non lascia niente al caso. Niente, neppure per quanto riguarda gli inevitabili "resti" che vengono utilizzati sempre in modo sinergico fra le varie colture e per altri usi.

Un sistema, quelo della permacoltura, che richiede una grossa competenza di base, che va dalla botanica, alla chimica, allo studio della natura dei terreni, a nozioni di idraulica per irregimentare le acque in modo naturale, alla conoscenza degli ultimi sviluppi in tema di energia sostenibile e bioarchitettura. Inosmma, la permacoltura è in un certo senso un vero e proprio stile di vita, complesso e completo. Sempre per portare i principi alla concretezza della realizzazione,  l'orto sinergico dell'ecovillaggio di Gambassi è una perfetta macchina naturale. Cosa significa? E' l'applicazione dello stesso principio della food forest. Vale a dire, accanto a insalate e pomodori si piantano ortaggi che non "mangiano" ossalati, e così via, alternando tempi di maturazione e necessità nutritive, lunghezza di vita e tempi di riproduzione.

Allo stesso modo, funziona con altri "soggetti" che popolano la tenuta. Ad esempio, le api. Api per le quali verrà coltivata una buona fetta del prato davanti alla casa di legno, sopraelevata su uno zoccolo come le case tradizionali giapponesi, a lavanda. Lavanda che servirà in parte per ottenere il prezioso e balsamico miele di lavanda (antitosse), in parte per produrre un distillato romatico che andrà a contribuire alla creazione di altri prodotti dell'associaizone. Che infatti già ora prepara marmellate al corbezzolo e altri frutti di bosco, spesso introvabili in altri siti. Ma a parte tutto ciò, l'innovazione per esempio si vede nell'uso di saponi naturali (l'associazione tiene corsi di tutti i generi per diffondere la cultura del biologico e naturale, anche per quanto riguarda i detergenti), nell'irregementazione delle acque piovane (esistono punti di raccolta in tutto il fondo, in cui le piogge si incanalano arrivando per caduta al collettore principale, posto più a valle), al rispritino di colture tradizionali come il gelso e il baco da seta. Inoltre, sempre per puntare sulla salvaguardia della biodiversità e della molteplicità delle razze floricole e faunistiche esistenti, è molto seguito l'allevamento di razzo faunistiche in via d'estiznione: dal gallo nero del Chianti, sopravissuto in pochissimi esemplari, alla gallina cornuta (data di nascita della razza, 1700), al ciuco amiatino, alla mucca nana di Pontrmoli, mucca da latt ein miniatura, 10 litri di latte al giorno dalle qualità organolettiche invidiabili.

A che pro, tutto ciò? "L'obiettivo è l'autosostentamento e la prova che produrre in un altro modo è possibile. Non solo: che le persone in questo modo si riappropriano di diritti fondamentali come rivivere un nuovo patto con la natura" dicono i ragazzi: due di loro sotto i trenta, gli altri due poco più che trentenni. Il presidente, Lara, di anni ne ha 23. Elena 24, trenta Roberto, poco più Massimo.  E finora, qualcosa hanno provato: per esempio, non hanno avuto finanziamenti pubblici, e finora non hanno goduto dell'attenzione degli enti pubblici neppure locali, che si sono limitati a "lasciarli fare". Probabilmente per capire meglio cosa succede, in quel pezzo di terra vicino a Gambassi Terme. Fra i mezzi di autosostentamento, non solo l'ingranaggio perfettamente armonico della produzione, ma la possibilità di tesserarsi (7 euro), i corsi, la vendita di un magnifico cestino di prodotti ortofrutticoli sicuri portato a casa.


 

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