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Jacopo Ligozzi, l’artista ritrovato Cultura

Firenze – Noto al mondo accademico ma, come spesso accade, quasi completamente sconosciuto al grande pubblico, la mostra monografica  a lui dedicata, nelle due sedi del Gabinetto Disegni e Stampe e della Galleria Palatina, ha avuto il merito di valorizzare  e portare all’attenzione questa figura di artista poliedrico, abile nel disegno di ‘naturalia” così come  nelle immagini devozionali e negli apparati decorativi, tanto da incarnare gli ideali rinascimentali.

Nato a Verona nel 1547 da una famiglia di artigiani e pittori Jacopo Ligozzi arriva a Firenze alla corte Granducale nel 1578 e vi rimarrà fino alla sua morte, avvenuta nel 1627. Sarà il naturalista Ulisse Aldovrandi a definirlo “pittore eccellentissimo che giorno e notte non attende ad altro che dipingere piante e animali di tutte le sorti,(…)  ai quali non manca se non lo spirito”. Lo studio al Casino Mediceo, in Via Larga, nei pressi dell’Orto Botanico era la posizione ideale per la realizzazione delle tavole naturalistiche di piante rare e officinali che la venivano conservate. L’interesse verso questo artista ha mosso il mondo degli studiosi tanto che il 23 settembre il Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck Institut, Palazzo Grifoni Budini Gattai, via dei Servi 51  a Firenze, ospiterà una giornata di studi dal titoloJacopo Ligozzi, pittore universalissimo” con l’obiettivo di indagare i molteplici interessi di questo artista in cui si confronteranno studiosi di diverse aree tematiche e metodologiche.

Dopo i saluti di uno dei due direttori del Kunsthistorisches Institut in Florenz, Alessandro Nova, e della Direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Marzia Faietti, i lavori prevedono l’intervento di numerosi studiosi: Elena Fumagalli, Sabine Crest, Alberto Cottino, Francesco Solinas, Lia Markey, Heiko Damm, Massimiliano Rossi. Concluderà la giornata l’altro direttore del Kunsthistorisches Institut in Florenz, Gerhard Wolf, con un intervento specifico dedicato al geniale artista di corte. Inoltre, a Uberlandia in Brasile, in occasione del  “34° Colloquio del Comitato brasiliano di storia dell’arte” cui hanno preso parte sia esponenti dei vari comitati nazionali, sia del Comitato Internazionale di storia dell’arte, di cui Marzia Faietti è uno dei vicepresidenti. Proprio il suo intervento, dal titolo “Linee di confine. Jacopo Ligozzi among science, art and spirituality”, ha destato un notevole interesse presso gli studiosi sudamericani, attratti dal tema delle esplorazioni europee nei loro continenti e dalle conoscenze della flora e fauna del Nuovo Continente così acquisite e raffigurate nei dipinti e nei disegni di Ligozzi. Intanto c’è tempo fino al 28 settembre per visitare la mostra al Gabinetto disegni e Stampeun altro Apelle” e Jacopo Ligozzi “pittore universalissimo” nella Sala Bianca e spazi adiacenti della Galleria Palatina.

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