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Jazz e coro sacro: ecco i concerti del Duke Spettacoli

“La collaborazione  tra la Sunrise Jazz Orchestra di Campi Bisenzio, il coro Animae Voces di Bagno a Ripoli, e il coro Sesto in-canto di Sesto Fiorentino,- ci dice il direttore  Stefano Rapicavoli – è nata nella primavera dello scorso anno, quando Edoardo Materassi, che conosco da una ventina d’anni, mi propose di unire i cori da lui diretti, alla mia Big Band per allestire questo concerto, che è una sorta di estratto dei tre Concerti Sacri che Duke Ellington scrisse tra il 1965 e il 1973”.

Un genere sacro  nel quale lo swing tipico del jazz si mischia in maniera disinvolta  con una coralità che, nelle parti a cappella, arriva sino a ricordare la polifonia quattrocentesca e che si avvale di un vasto organico: oltre la Big Band, e i due cori già citati, sarà la voce solista di Maria Loscerbo a disegnare  il cuore della composizione che nei suoi dieci numeri diviene una sorta di oratorio jazz senza struttura narrativa, nel quale  si fondono la danza e la preghiera, la fisicità e la spiritualità del gospel nero. “I tre Concerti sono qui presentati in una sorta di antologia, riarrangiata nella scrittura corale e in numerosi dettagli dagli svedesi John Hoybye e Peter Petersen sulla base dei dischi originali. “Anche in forma non filologica, questa musica è la prova dell’ampiezza dello spettro espressivo del mondo di Ellington e al contempo della ricca, eterodossa e sublime creativa spiritualità afroamericana”. Il concerto è ad ingresso libero.

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