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La 4° rivoluzione industriale costerà 5 milioni di posti Economia

Parigi – La quarta rivoluzione industriale, quella del digitale e della stampa 3 D, potrebbe costare nei prossimi cinque anni  otre 5 milioni di posti di lavoro in una quindicina di paesi, sia industrializzati che emergenti.  I più colpiti saranno gli impieghi amministrativi  in cui le macchine potranno sostituire l’uomo nei compiti più ripetitivi.

A lanciare il grido di allarme è un rapporto del World Economic Forum, noto per organizzare ogni anno l’incontro di Davos,  avvertendo che se non verranno prese rapidamente delle misure aumenterà  in modo costante non solo la disoccupazione ma anche le ineguaglianze. Nel documento, pubblicato alla vigilia del summit nella località svizzera,  si rileva come  la cosiddetta quarta rivoluzione, cioè quella che segue l’avvento della macchina a vapore, poi dell’elettricita e della catena  di montaggio e infine quello della robotica e dell’elettronica,  rischia di comportare “forti perturbazioni non soltanto nel business model ma anche sul mercato del lavoro”, minacciando una quindicina di economie, tra cui quella italiana.

Nel rapporto si rileva come la quarta rivoluzione combina diversi fattori che possono portare a una mutazione dell’economia. Per impedire che digitale e stampa 3 D comporti milioni di perdite di impieghi, il WEF esorta a mettere rapidamente in cantiere “azioni mirate” che puntino alla creazione di una manodopera con competenze all’ altezza della sfida tecnologica.

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