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La battaglia di Anghiari: buona caccia, sindaco Opinion leader

 Per sciogliere l’enigma se c’è o non c’è l’affresco di Leonardo Da Vinci nascosto sotto uno dei grandi affreschi  del Vasari nel salone dei  Cinquecento,  ingresso lato studio del sindaco sulla sinistra, sono arrivati 250mila dollari della National Geographic, che come ha detto il vicepresidente esecutivo Terry Garcia “ha l’esplorare nel suo Dna”. Si  è  mobilitato per l’ennesima e forse l’ultima volta l’ingegnere Maurizio Seracini, ingegnere fiorentino e professore all'Università della California di San Diego, per il quale la scoperta è la missione della vita (“36 anni di impegno, lavoro e proposte”) ed è arrivato pure il voyager  Roberto Giacobbo che, comunque vadano le cose, non ha nulla da guadagnare se finisce una delle storie che ha fatto la fortuna della sua trasmissione. Si consola con l’accordo che la Rai ha concluso con la National Geographic per produrre un documentario che racconterà di tutto ciò che accade dietro il telone che cela l’impalcatura degli esploratori nel salone. 
Nonostante le dichiarazioni prudenti, Renzi, Garcia, Seracini e Giacobbo sperano con tutto il cuore che questa sia la volta buona e che la battaglia di Anghiari, o quello che resta  a causa dell’eccessivo sperimentalismo dei materiali del genio toscano, possa essere riportata alla luce. I primissimi risultati alimentano queste speranze che li  trasformerebbero sicuramente in grandi divi internazionali. Nel senso che le prime introspezioni confermano – e non era per niente scontato – quanto era stato accertato dal 2007 ad oggi: dietro il muro sotto indagine, che è di qualità diversa rispetto a tutto il resto della muratura,  c’è un intercapedine di 2 cm dove c’è dell’aria. Indizi tutti questi che, insieme alla famosa bandierina verde del dipinto del ciclo vasariano con la scritta “chi cerca trova”, confortano la tesi che l’affresco leonardesco si trovi proprio in quel punto. Le indagini proseguiranno per i prossimi giorni grazie a un sistema misto di radar ad alta risoluzione e di una sonda endoscopica del tipo di quelle utilizzate per scoprire l’ulcera gastrica provvista di una telecamera. Garcia calcola che ci vorranno un paio di mesi per avere dei risultati attendibili, ma, come avviene per le vere scoperte, non sono da escludere inattese straordinarie sorprese.  “Mettere fine a questo mistero dopo 500 anni è un’esperienza strepitosa”,  dice il sindaco  Comunque vadano a finire le ricerche.
In ogni caso a noi il mistero della battaglia di Anghiari mancherà perché è una di quelle storie infinite che funzionano sempre, soprattutto in momenti di depressione informativa. Anzi, c’è quasi da chiedere se vale la pena accanirsi a trovare una soluzione del mistero , quando, come sanno tutti, la vera felicità non è nell’ottenere l’oggetto del desiderio, ma nel desiderio stesso. Per fortuna potremo rivolgere la nostra inquietudine verso altri più o meno fondati misteri fiorentini: le ossa della Monna Lisa, per esempio, o il Dna dei Medici  o l’affresco della Sagra di Masaccio al Carmine. Buona caccia, sindaco. 

 

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