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La buona arte mobile Cultura

Deve la propria sopravvivenza alle buone intenzioni e al sostanzioso intervento economico della Regione Toscana e della Cassa di Risparmio,  questa 5° edizione di Lo schermo dell’arte, festival di un cinema particolare, realizzato dagli artisti per esprimere la loro creatività. Il programma che è molto denso e comprende altri spazi, come Cango, Marini e Istituto Francese, lo si può seguire meglio nel sito dedicato: www.schermodellarte.org. Intanto possiamo darne qui degli accenni, dopo la presentazione di stamani all’Odeon, sede principale delle proiezioni, fatta dalla direttrice Silvia Lucchesi, dal festival producer Leonardo Bigazzi, da Carlo Sisi e Cristina Scaletti che sono gli “angeli custodi” in rappresentanza dei generosi e illuminati enti di cui sopra.

L'attuale edizione del film festival (che l’anno scorso è stato visto da circa 11mila presenze) apre domani, mercoledì 21 novembre all’Odeon con l’anteprima italiana di The Radiant del collettivo inglese The Otolith Group, alla presenza degli artisti Kodwu Eshun e Anjalika Sagar, in mostra l’anno scroso al MAXXI di Roma. Presentato a Documenta 13, il film è un’indagine sul disastro di Fukushima, sviluppata mescolando differenti tipologie di fonti e documenti visivi del passato e attuali. Inoltre sempre dal giorno 21 alle 15, a Cango Cantieri Goldonetta, nel programma Mobiles, è possibile vedere la videoinstallazione DAYS di Melik Ohanian, interessante esperimento tecnico di doppia ripresa (e quindi doppia proiezione sul recto e il retro di un grande schermo-scultura), e al contempo denuncia dello sfruttamento di operai pakistani e indiani, reclusi in un campo di lavoro negli Emirati Arabi. Giovedì 22 vedremo invece le prime italiane dei film delle sezioni Cinema d’artista e Sguardi con documentari sui protagonisti e sulle storie dell’arte contemporanea, tra cui le opere  dell’artista ravennate Yuri Ancarani, già presente al Museo Marini con il complesso progetto, intitolato Ricordi per moderni, dove alle 16 lo si potrà incontrare per uno scambio di idee. Coinvolgente l'installazione al Marini con proiezioni su 16 metri lineari di schermi (e una lunga riposante panca, per fortuna!), di 12 video per cui l'autore si è ispirato al narratore Tondelli. Le novità illustrate da Lucchesi sono due: Focus on, nuova proposta retrospettiva dedicata quest’anno all’artista e regista britannico Isaac Julien (nella foto), presente alle 16 del 24 per incontrare gli interessati in traduzione simultanea (il programma di incontri con gli autori si chiama Festival Talks), e la sera con la proiezione di tre suoi film.  L’altra iniziativa si chiama Visio ed è un workshop internazionale di cui ci ha parlato Bigazzi: “Abbiamo creato un network fra giovani artisti e professionisti che si occupano di arte in movimento. Sono stati selezionati 15 esordienti, tra cui, per quest’anno un solo italiano, e sono state coinvolte 9 università europee e due accademie italiane, Brera e Firenze. I 15 andranno a Monaco in primavera al Kino der Kunst Festival, e concorreranno a un premio in denaro. Intanto abbiamo potuto istituire 7 borse di studio. I seminari si svolgeranno qui all’Odeon”.

Il festival fiorentino produce anche film: infatti il Premio Lo schermo dell’arte chiude il 25 sera con la prima mondiale del film vincitore dell’edizione 2011 Per troppo amore- Incompiuto siciliano di Alterazioni Video. E ancora nel foyer dell’elegante teatro piacentiniano, viene proiettato l’Omaggio al cinema del gruppo di architettura radicale UFO (Lapo Binazzi & Co.) con lavori storici prodotti dal 1968 al 1972, che fanno parte della loro mostra al Centro per l’arte contemporanea L. Pecci. Sono quattro video che documentano alcuni loro celebri happening realizzati tra le fine degli anni Sessanta e inizio Settanta. E’ importante che la partecipazione al festival continui ad essere elevata: abbiamo infatti appena saputo che anche Tempo reale è stato sfrattato e quindi necessita di sostegno. Diamo dunque il buon esempio, facciamo vedere che a Firenze e in Toscana c’è interesse per le arti del nostro tempo, musica inclusa, per provare a scongiurare altri tagli “romani” alla cultura. Alcuni altri suggerimenti e nomi incoraggianti? Daniel Buren, Damien Hirst, Opalka, Picasso, Thomas Ruff

 

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