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La caduta della Casa Usher Rubriche

Non so come, ma al primo sguardo che diedi all'edificio, fui pervaso da un insopportabile senso di sconforto. Insopportabile perché nessuna sensazione minimamente piacevole e poetica riusciva ad alleviare quella percezione, niente che di solito aiuti la mente e rielaborare anche le immagini naturali più dure, terribili e desolate. Mi misi a guardare la scena davanti a me: la casa e i tratti semplici del paesaggio; i muri tetri e le finestre che parevano occhi mancanti; alcuni giunchi maleodoranti e tronchi bianchi di alberi marcescenti. Contemplai ogni cosa con tale tristezza d'animo che non saprei paragonare a nessun'altra sensazione al mondo, se non al risveglio dal sogno di un fumatore d'oppio che ritorna all'amarezza della vita quotidiana: il velo si dissolve dando spazio a una scena orribile. Sentivo il cuore pesante, ghiacciato e nauseato.

(traduzione Laura E. Miller)

 

 

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