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La cantina del futuro in terra di Siena STAMP - Azienda

Non poteva che nascere in terra di Siena la prima cantina al mondo Off Grid dato che questa provincia è stata la prima a porsi obiettivi concreti nel settore dell'energia verde.
La terra dove nascono i vini più celebri del mondo dal 2015 sarà infatti per decisione dell'amministrazione provinciale tutta Carbon Free; un cambiamento di rotta virtuoso in campo energetico reso ancora più coraggioso dal fatto che qui il Brunello di Montalcino, il Nobile di Montepulciano e il Chianti Classico non sono solo l'alta qualità della viticoltura italiana, ma una gran fetta dell'economia.
A breve i sinuosi colli della campagna senese famosi nel mondo saranno di in un verde ancora più intenso e nel frattempo godiamoci questa vendemmia 2011 che passerà ai posteri come la prima in linea con quelli che sono gli obiettivi strategici del Protocollo di Kyoto di cui tanti si riempiono la bocca, ma poco fanno. Basta pensare solo che, se tutto il mondo enologico italiano seguisse l'esempio di questa cantina si potrebbe ridurre le immissioni dei gas ad effetto serra di qualcosa come 2,3 milioni di tonnellate di CO2eq. Numeri di difficile lettura che potremmo semplificare dicendo solo che, ad esempio, per una bordolese si produce 2 kg.di CO2 tanti quanto 20 chilometri percorsi in automobile!

Quattro anni di lavori per un progetto che si sviluppa su 3400 mq.di cantina sostenibile dove il vino nasce sfruttando le risorse presenti in azienda senza togliere terra alla coltivazione.  Qui la virtù ambientale si coniuga con la bellezza del design e della bioarchitettura; le innovative tecniche non tolgono ma aggiungono bellezza a un ambiente dove una "rosa" di collettori convoglia luce solare all'interno, i giardini verticali danno grazia e ombra alla costruzione e gli irrigatori sul tetto-terrazzo servono, insieme al recupero delle ventilazioni naturali fredde notturne, a tenere un perfetto equilibrio d'insieme.

Fondamentale l'utilizzo delle biomasse prodotte in loco da cui viene ricavato il 29% dell'energia necessaria (35% da cippato di vigneto, 9% da cespuglietti, 14% da siepi razionale e il 42% da coltivazione erborea). Il 15% dell'energia, invece, viene dal geotermico che sfrutta 400 metri quadri di sonde interrate a bassa profondità lungo i filari e infine, la poca energia elettrica necessaria è prodotta dal fotovoltaico (2%).
Parlando di enologia, come dicevamo all'inizio il tema è però delicatissimo e non solo per i palati più fini. Cerchiamo allora di capire come nasce il vino in questa cantina del futuro.
Sembra l'uovo di Colombo, ma semplicemente, in questi possenti vinificatori di acciaio – dove proprio in questi giorni fermenta il mosto – è la natura a fare il suo corso grazie ad un sapiente gioco di valvole che dividendo in due spazi i tini, favoriscono la fermentazione sfruttando i gas naturalmente prodotti.
Passiamo ora all'assaggio in bicchiere e lasciamoci sorprendere dalla morbidezza di questo vino; una morbidezza donata proprio dalle nuove tecnologie verdi che permettono un estrazione di polifenoli fino al 7/ 8 % in più; polifenoli che, notoriamente sono anche ottimi alleati della salute.
 

Nadia Fondelli

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