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La Casa dei Gesuiti acquistata dall’Università di Shanghai Cronaca

Firenze – L’università Tongij di Shanghai diventa uno dei grandi atenei internazionali che hanno scelto Firenze come base per una grande struttura formativa permanente. I responsabili cinesi hanno infatti ultimato le operazioni di acquisto dell’ex Casa dei Gesuiti di via Spaventa, il grande edificio di fronte al Parterre dove per decenni ha pulsato il cuore spirituale della Compagnia fondata da Ignazio di Lojola. Nel contratto è previsto l’acquisto del grande edificio, signorili ambienti ottocenteschi di 2250 metri quadrati, con il giardino (600) e parcheggio (1330) e con 375 metri della ex chiesa ormai sconsacrata della Madonna del Buon Consiglio il cui fronte laterale si affaccia sul viale Don Minzoni. Il prezzo dell’acquisto è di 5,7 milioni di euro.

C’è voluto più di un anno per arrivare a concludere le trattative nelle quali ha avuto un ruolo decisivo Simone Tani, attuale referente per il piano strategico della Città Metropolitana. Quando Tani era dirigente dell’assessorato allo Sviluppo del Comune di Firenze al tempo della Giunta Renzi era stato incaricato dal sindaco di trovare una sede per il grande ateneo di Shanghai, che conforme alla sensibilità per le istituzioni e l’amministrazione pubblica dei cinesi, aveva chiesto il suo aiuto e la sua mediazione. In un primo tempo era stata avanzata l’ipotesi dell’ex tribunale di Piazza San Firenze. La scelta della Casa dei Gesuiti viene considerata comunque migliore per la posizione, la ricettività, la logistica insomma una soluzione che accontenta tutti.

Il grande edificio di via Spaventa fu chiuso nel 2011 quando la Compagnia di Gesù prese atto che, per l’assenza di nuove vocazioni e l’età avanzata degli ultimi padri, non era possibile mantenerlo e fu messo sul mercato. L’Istituto Stensen diretto dal Padre Ennio Brovedani, uno dei quattro gesuiti rimasti in Toscana, gli altri tre sono a Pisa, gestito da una Fondazione, continua con successo la sua attività di indiscusso polo culturale cittadino di prima grandezza.

Poprio ieri la Tongji University (TJU) di Shanghai, con la quale l’Università di Firenze ha un accordo di collaborazione che coinvolge molte aree, ha inaugurato l’avvio del semestre. Nel marzo del 2014 ha avviato il Florence Overseas Campus, in attesa di trovare una sede corrispondente alle sue strategie.  Finora le attività del Campus riguardano la realizzazione a Firenze di pacchetti semestrali di corsi validi per curricula di studenti di Università cinesi e corsi di aggiornamento per docenti di Università cinesi. I campi di interesse principali sono design e moda, architettura, storia dell’arte e lingua e cultura italiana. Queste attività sono sostenute, fra l’altro, da un accordo triangolare fra il Campus Sino-Italiano di TJU, il Dipartimento di Architettura (DIDA) e la Fondazione per la Ricerca (FRI).

I lavori per la trasformazione dell’edificio in un grande complesso universitario cominceranno a febbraio. Già nel prossimo settembre è previsto l’arrivo dei primi 500 studenti cinesi.

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