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La Cenerentola: un tocco di pop contro la crudeltà del mondo Spettacoli

Firenze – Non è certo animata da perfezionismo filologico Manu Lalli, regista della Cenerentola di Gioacchino Rossini andata in scena al Teatro del Maggio nella stagione operistica autunnale. Critici e intenditori avevano già storto il naso quando l’allestimento fu proposto nella stagione estiva dell’anno scorso. Tutta quella gente in scena: ballerine, fatina, cavalieri, zucche ecc. ecc. Tutti quei movimenti e quelle smorfie dei personaggi che rischiano di rendere grottesca financo la partitura.

Eppure lo spettacolo con la direzione musicale di Giuseppe Grazioli , le scene di Roberta Lazzeri e i costumi di Gianna Poli, è stato accolto calorosamente dal pubblico della prima. E la ragione è che la musica di Rossini e il libretto di Jacopo Ferretti , capolavori assoluti del genio operistico italiano, sostengono tranquillamente anche le superfetazioni fantastiche (a volte azzeccate, a volte un po’ kitsch) delle interpretazioni registiche.

Anzi i due forse ne sono anche un po’ responsabili perché nel decretare la fine dell’opera buffa settecentesca aprendo altre vie alla ricerca delle profondità dell’animo umano (e non è un bel vedere)  hanno in qualche modo benedetto le variazioni sul tema. Come l’ape di Dandini che “ne’ giorni d’aprile va volando leggiera e scherzosa”.

Manu Lalli ha voluto riportare un po’ di magia della favola di Perrault nella rivisitazione di Charles –Guillaume Etienne e Ferretti, perché questa forse è più vicina alla sensibilità sospesa e insicura dei nostri tempi che del male e della stupidità hanno avuto già troppe esperienze. Anche Angelina, l’intellettuale che legge Jane Eyre, ha bisogno di sognare un po’ per non rassegnarsi all’indifferenza e alla crudeltà del mondo. Un tocco di “pop” aiuta.

Così il divertimento non è mancato e gli spettatori hanno applaudito tutti. In particolare il contralto Teresa Iervolino, convincente Angelina ; l’ottimo Luca Dall’Amico, Don Magnifico, basso buffo degno della tradizione e anche Christian Senn, il Dandini principe per una notte. Qualche dissenso ha accolto il tenore Diego Godoy, Don Ramiro in cerca di sposa.

Coro maschile (in modalità aumentata) all’altezza della sua fama. Corretta la direzione musicale di Grazioli.

Teatro del Maggio
Tutto i giorni fino al 14 novembre escluso lunedì 12 novembre. 

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