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Ddl revisione militare: 230 miliardi in 12 anni. Cia dice no Economia

Come si concilia la spending review, per la quale tra l'altro porpiro oggi si tiene una riuniine straordinaria della Conferenza delle Regioni, e il disegno di legge delega proposto dal ministro Di Paola? Che prevede un impegno finanziario di 230 miliardi di euro per i prossimi 12 anni a sostegno delle Forze armate? La Cia non ci sta. “In un momento di crisi come quello attuale, nel quale si chiedono pesanti sacrifici agli italiani e al sistema imprenditoriale e si tagliano gli interventi nel sociale, ci appare totalmente insostenibile un aumento della spesa militare. Per questa ragione abbiamo firmato l’appello promosso dalla Tavola della Pace al Parlamento contro il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare". Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
“Il disegno di legge delega – ha aggiunto Politi – va necessariamente fermato. Non si possono spendere soldi pubblici in questo modo. Ecco perché, sottoscrivendo l’appello, chiediamo al Parlamento di avviare, invece, una seria riforma dello strumento militare rendendolo compatibile con le reali possibilità economiche del nostro Paese e coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo”.

“D’altronde, il disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento non solo aumenta la spesa per gli armamenti, ma -ha rimarcato il presidente della Cia- autorizza il ministero della Difesa a vendere armi italiane nel mondo, a tagliare il personale e stabilisce che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso dell’esercito dovranno essere pagati. Aspetti che non si conciliano affatto con la spending review”.
“Nel ribadire la nostra netta opposizione al provvedimento, rinnoviamo la richiesta di evitare spese inutili e dannose e di tagliare gli sprechi pubblici. Questo -ha concluso Politi- per scongiurare ulteriori gravami sulle spalle degli italiani, a cominciare dall’aumento dell’Iva, e di garantire risorse adeguate alle imprese per riprendere al più presto il percorso per una crescita solida e duratura”.

Foto www.irradiazioni.wordpress.com

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