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La “class action” per la tutela della salute e dell’ambiente Ambiente, Opinion leader

Firenze – Il 19 Maggio 2021 è entrata in vigore – finalmente dopo una serie di rinvii – la nuova class action, introdotta nell’ordinamento con la Legge 31 del 12.4.2019.  La class action è uno strumento che consentirà ad una pluralità o addirittura moltitudine di soggetti che siano portatori di diritti omogenei – in altri termini, coloro che abbiano subito uno stesso tipo di danno da atti o comportamenti dello stesso soggetto, imprese o gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità – di far valere il diritto al risarcimento del danno in un unico processo.

A differenza della “vecchia” class action, riservata ai consumatori in relazione ad illeciti commessi a loro danno in questo ristretto ambito, la nuova class action, invece, è applicabile ad ogni tipologia di danno derivante da illecito, nel campo della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

In quest’ultima categoria rientrano certamente i danni alla salute o ai loro beni che i singoli subiscono in conseguenza della compromissione dell’ambiente e, tra questi, anche quelli da immissioni (acustiche, odorigene, vibrazioni, contaminazioni, ecc).

A titolo esemplificativo, si può pensare ai danni alla salute o alla proprietà delle persone che vivono su un territorio che è stato contaminato a seguito di sversamento di sostanze tossiche per malfunzionamento di qualche impianto oppure ai danni subiti dagli abitanti di una zona ove si trova una attività che produca un esteso e grave inquinamento acustico.

Fino ad oggi per la tutela di questi diritti al risarcimento del danno (fuori dall’ambito dei diritti del consumatore, per i quali vigeva la “vecchia class action) è stato possibile soltanto il ricorso all’azione individuale ordinaria, per cui i singoli danneggiati, soprattutto se il loro danno non era di grande rilevanza economica, ben difficilmente promuovevano una causa contro Imprese e gestori di servizi pubblici, non potendone affrontare, o comunque temendo, i costi necessari indubbiamente elevati . Per contro le imprese e i gestori avevano ben poco da temere da queste azioni individuali che, anzi, si determinavano a contrastare nel modo più fermo e deciso anche al fine di scoraggiare altri soggetti dall’avviarne di loro.

La nuova azione di classe può essere proposta da uno o più componenti la “classe” (ossia l’insieme dei soggetti che hanno subito il danno prodotto dal comportamento del soggetto contro cui l’azione viene intentata) o da associazioni senza scopo di lucro, i cui obiettivi statutari comprendano la tutela dei predetti diritti. Queste associazioni per poter proporre l’azione di classe devono essere iscritte in un elenco pubblico istituito presso il Ministero della giustizia.

La Associazione dei Professionisti e degli Esperti per la Salvaguardia e la Cultura dell’Ambiente e della Salute (Pescas), al cui interno operano avvocati e tecnici esperti di tutela dell’ambiente e salvaguardia della salute, si propone  per supportare azioni di classe per la tutela dei diritti dei soggetti che hanno subito un danno dalla compromissione dell’ambiente, e ciò in forza di apposita clausola dello Statuto che prevede, per l’appunto, il perseguimento della  tutela di questo tipo di diritti.

La nuova class action è dunque un’opportunità da cogliere. Se ne parla nel libro “Fiori di Pescas – Buone idee e buone pratiche per la cultura dell’ambiente e della salute (I libri di Mompracem, 2020) che sarà presentato al Giardino delle Rose di Firenze.

Santo Durelli – Avvocato, Vice Presidente dell’Associazione PESCAS

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