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La collezione del Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi fa il giro del mondo Cultura

Firenze – Non meraviglia affatto la fortuna internazionale del Gabinetto Disegno e Stampe degli Uffizi, con i suoi oltre 150.000 pezzi, una delle collezioni grafiche  più importanti al mondo, che in questo periodo è presente con numerosi e importanti prestiti in alcune mostre che lo vedono partner di prestigiose istituzioni museali. Iniziamo subito dai Musei Capitolini a Roma, qui è in corso “Raffaello Parmigianino Barocci Metafore dello sguardo” un confronto fra tre grandi protagonisti dell’arte italiana, una mostra di sguardi che si incrociano organizzata da MetaMorfosi con Zètema Progetto Cultura e curata dalla direttrice del GDSU Marzia Faietti. Attraverso dipinti, disegni e stampe viene indagato il rapporto che lega Raffaello al Parmigianino e a Federico Barocci, considerati gli eredi dell’artista urbinate, obiettivo della mostra è quello di evidenziare come il modello di Raffaello abbia concorso a determinare gli orientamenti artistici di Francesco Mazzola, detto il Parmigianino e quelli di Federico Barocci, confronto ma anche eredità trasmessa tra artisti vissuti in epoche e luoghi diversi. Rispetto agli originali di Raffaello i due artisti avrebbero operato una rielaborazione dei motivi iconografici, emulazione e diversificazione, il Parmigianino non sarebbe più quel Raphael redivivus bensì un alter Raphael, originale rispetto al modello, mentre il Barocci declinò l’eredità raffaellesca in una sintesi tra tradizioni culturali diverse. Il confronto a distanza verte in particolar modo sull’ampia produzione di disegni come lo studio per la Deposizione Borghese di Raffaello, gli studi per gli affreschi della Basilica di Santa Maria della Steccata a Parma del Parmigianino e lo studio compositivo per la Deposizione di Perugia del Barocci, provenienti dalle più importanti collezioni in tutto il mondo come il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, l’Albertina di Vienna, il British Museum, British Museum, Courtauld Institute Galleries di Londra e molte altre.

Dal 14 ottobre l’ Ashmolean Museum di Oxford ha inaugurato la mostra “Titian to Canaletto : Drawing in Venice” un centinaio di disegni, di cui la metà provenienti dal GDSU e   di cui Marzia Faietti e Giorgio Marini sono coautori. La mostra nasce dalla collaborazione scientifica tra le due collezioni di disegni antichi dei musei e indaga le modalità di sviluppo della pratica del disegno a Venezia tra l’epoca di Tiziano, Veronese, Tintoretto e Canaletto, fino al 1750 anno di fondazione dell’Accademia, con l’obiettivo di indagare il ruolo svolto dal disegno nel processo creativo e nel tirocinio artistico nella città lagunare. In concomitanza il museo ospita una  mostra di disegni  dell’artista contemporanea britannica Jenny Saville, nuovi lavori su carta e su tela che dialogano con i Venetian Old Masters. La mostra che si concluderà il 10 gennaio arriverà a Firenze nell’inverno del prossimo.

Opere provenienti dal GDSU anche per “Andrea del Sarto : The Renaissance Workshop in Action” che ha lasciato il J. Paul Getty Museum, dove è stata in mostra per tutta l’estate,  per approdare a New York alla Frick Collection dove vi rimarrà fino al 10 gennaio. Si è risvegliato un grande interesse intorno a questo artista, si tratta infatti della prima mostra  a lui dedicata negli Stati Uniti e raccoglie dai musei di tutto il mondo e dalle collezioni private una cinquantina di disegni e molte opere a olio, dell’ “eccellentissimo pittore”  che con la sua bottega operò una trasformazione nell’arte pittorica che sfociò nel manierismo. A pochi passi, al Metropolitan Museum of Art è possibile ammirare, insieme a capolavori contemporanei,   una “Sacra famiglia con san Giovanni Battista giovane” qui conservata e vanto del museo statunitense.

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