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La cosmografia al femminile delle opere di Kiki Smith Cultura

Firenze – “What I saw on the road” è il titolo della prima mostra monografica in Italia dell’artista statunitense di origine tedesca  Kiki Smith, presente fino al 2 giugno 2019 nell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti. Attraverso circa quaranta opere, per lo più grandi arazzi in cotone jaquard, diverse sculture e opere su carta, prodotte negli ultimi 20 anni, Kiki Smith ripropone la sua poetica che ruota intorno alla vita al femminile, dal corpo fino al suo ruolo nella società, allargata al mondo della natura proponendo similitudini e allegorie, delicate e spiazzanti, considerando con sguardo poetico il rapporto tra corpo e mondo e tra uomo, natura e cosmo.

Protagonisti insieme alla donna ci sono animali, in un complesso rapporto metaforico di sentimenti e paure umane e fantasiosi abitanti di mondi da scoprire, dice Renata Pintus curatrice, con Schmidt, della mostra : “È una cosmografia contemporanea utile a ribadire quella continuità organica, psicologica, spirituale e dell’immaginario che non conosce gerarchie tra gli esseri viventi e che costituisce lo sfondo comune sul quale si disegnano le vicende dell’intero universo naturale”.

Come il video della lupa che cammina in una bufera, per esempio. Il lupo nell’arte di Smith simboleggia la donna selvaggia. Metafora di una donna che agisce istintivamente seguendo la propria intuizione, che si ritrova in molte narrazioni della cultura femminista, circondata da un ambiente naturale duro e ostile. Tutte le sue opere hanno una molteplicità di livelli di lettura.

 

Un’evoluzione di linguaggio rispetto al periodo precedente dove Kiki Smith, una tra le artiste più prolifiche della sua generazione, appartenente alla seconda ondata di quella che è chiamata arte femminista, era concentrata, da performer,  a indagare il corpo umano, anche nei dettagli, e le storie di donne di tutti i tempi. In questa esposizione, che Firenze le dedica, Kiki esplora in modo nuovo i ruoli sociali, culturali e politici delle donne. La sua visione unica e la produzione prolifica, comprensiva di libri, pittura, scultura, stampe e collaborazioni con altri artisti, confermano l’artista come una delle voci più importanti dell’arte femminista contemporanea.

Kiki Smith è nata nel 1954 a Norimberga, in Germania, da genitori americani. Figlia d’arte, suo padre era lo scultore minimalista Tony Smith e sua madre Jane Lawrence, un’attrice e cantante lirica americana, il suo nonno era un intagliatore di altari. Quando Kiki Smith era ancora una bambina, la sua famiglia tornò negli Stati Uniti per vivere a South Orange, nel New Jersey. Attualmente Kiki Smith vive e lavora a New York.

Kiki Smith

“What I saw on the road”

Palazzo Pitti, Firenze

16 febbraio – 2 giugno 2019

Foto: in alto Kiki Smith; sotto: Cathedral (Wolf)-2012, arazzo in cotone jacquard (particolare)

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