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La Cospirazione Medici, inquietante romanzo storico di Barbara Frale Breaking news, Cultura

Firenze – Barbara Frale, storica e autrice (insieme a Franco Cardini) del saggio La congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici torna su questo tema con un avvincente romanzo storico che ha il ritmo e la suspense di un thriller : La Cospirazione Medici (Newton Compton 2019) una sorta di seguito ideale di un altro suo romanzo di successo In nome dei Medici, incentrato sulla figura del giovane Lorenzo. 

Questo nuovo libro delinea gli scenari, il ruolo dei protagonisti della Congiura e consente di chiarire alcuni snodi cruciali della vicenda. Ma apre anche nuovi interrogativi e delinea alcuni aspetti ancora controversi o addirittura  enigmatici. La Cospirazione Medici è, infatti, un romanzo storico che non vuol essere  solo un’opera letteraria ma serve a lanciare ipotesi su certi aspetti non chiariti delle vicende narrate.

L’autrice, che ha curato anche la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla RAI, ricostruisce  l’occulto ma progressivo accerchiamento attorno a Lorenzo il Magnifico e al potere mediceo, che portò alla Congiura. E personaggi che come Francesco Pazzi, Girolamo Riario, Francesco Salviati, Antonio Maffei si muovono ciascuno con diverse motivazioni ma con analoga determinazione.

In questa atmosfera cupa che s’intreccia con misteri e sortilegi in una Firenze segreta e in una Roma notturna e inquietante, arrivano anche ulteriori indizi, differenti  chiavi di lettura dell’attentato e ne emerge anche una possibile passione amorosa come uno dei moventi principali che portarono alla morte di Giuliano. Una pista, questa, suggerita anche da una  copertina avvolta da una sottile aura di mistero.

Abbiamo cercato di delineare alcuni temi del romanzo  in questa intervista con Barbara Frale.

D. In che modo il romanzo storico serve a conoscere meglio la storia ? 

R. La storia si fonda sui documenti, che però sono molto difficili da capire per chi non è addetto ai lavori. Poi ci sono i saggi scritti dagli esperti, che tuttavia devono essere asettici, perché sono in genere libri per l’università. La narrativa storica vera, non quella fasulla che veste i personaggi con abiti antichi e poi li fa ragionare seguendo la nostra mentalità contemporanea, avvicina le persone alla storia perché mostra gli uomini del passato per così dire “dal vivo”: pensieri, azioni, parole autentiche. Se ben fatta, la narrativa storica ha un contenuto didattico pari a quella di un saggio di scuola. Come nei romanzi di Valerio Massimo Manfredi sulla Grecia e su Roma, per esempio. 

D. In questo libro ha un ruolo importante Semiramide Appiani, personaggio   poco conosciuto 

R. Semiramide è veramente un mistero: bellissima, silenziosa, appare nel suo incanto giovanile nelle opere più pregiate di Botticelli, ma nulla sappiamo di lei. Eppure il legame con Giuliano avrebbe dato ai Medici molto più potere e ascendente politico. Impossibile che lei non abbia giocato un ruolo nella triste fine di Giuliano, secondo me. 

D. Lei descrive il contrasto fra Lorenzo e Giuliano: quanto fa parte dell’opera letteraria e quanto è storicamente provato? 

R. Tra i due fratelli c’era molto affetto, però Lorenzo era dispotico e schiacciava Giuliano: di questo lui si lamentava, avrebbe voluto che Lorenzo gli lasciasse più spazio, invece lo usava per i suoi calcoli politici come faceva con i suoi stessi figli. Una semplice pedina nel grande scacchiere del Magnifico. Ma è assurdo e falso che Lorenzo ebbe un ruolo nella morte di suo fratello: perdere Giuliano in quel modo tragico e violento lo devastò. Non fu mai più lo stesso, da quel giorno. 

D. Perché la Congiura dei Pazzi è una delle più celebri della storia ? 

R. Perché colpì i Medici, fulcro del Rinascimento. Rese Lorenzo un uomo cupo e sospettoso, e Firenze una città in cui ci si sentiva minacciati. Dopo la congiura, si viveva guardandosi le spalle, in un gioco terribile del “tutti contro tutti”. 

D. Lorenzo il Magnifico ha fama di persona astuta e avveduta. Perché in questa circostanza sottovalutò la situazione e gli avvertimenti che gli pervennero da varie parti ? 

R. Lorenzo era geniale ma troppo pieno di sé. Molti lo misero in guardia, e il cardinale Jacopo Ammannati, che era stato amico di Cosimo e gli voleva un gran bene, più di tutti: in una lettera dice in modo chiaro che potrebbero attentare alla vita di Lorenzo e di Giuliano, per decapitare la famiglia Medici. Parole inascoltate, purtroppo. La superbia spesso si paga molto cara.  

D. Condivide la definizione di thriller storico per questo libro ? 

R. Non del tutto. Oggi i generi sono molto flessibili, è vero, ma alla fine ciò che conta è il modo in cui l’editore percepisce un libro: se per lui è un thriller, lo segnala come tale. Magari ha persino ragione, per via della sua esperienza: infatti conosce il modo in cui il pubblico è abituato a classificare i romanzi. Io l’ho scritto come romanzo storico. Con una vena di giallo, indubbiamente, perché parliamo di un delitto e di uno o più colpevoli.

Foto: Barbara Frale

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