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Crisi morde i tassisti, “si rischia la scomparsa” Cronaca

Si è svolto oggi, a Firenze, il convegnoTaxi, un futuro possibile solo partendo dal presente”, organizzato da Confartigianato Taxi Firenze, che ha visto  al centro del dibattito il futuro di una categoria “duramente provata dalla crisi e mai così distante dal più comune (e infondato) stereotipo che la vede, unica tra tutte le categorie artigianali (e non), godere di privilegi speciali, quasi da casta, che le consentirebbero protezione degli interessi e consistenti guadagni”. Così i rappresentanti dei tassisti, che lanciano l'allarme del rischio “estinzione” di una categoria messa a dura prova da tuta una serie di “novità”. All'incontro hanno partecipato Alessandro Nordio, presidente nazionale dei tassisti di Confartigianato; Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato Firenze; Simone Andrei, presidente Confartigianato Taxi Firenze e Toscana;  Andrea Trevisani, direttore nazionale delle politiche fiscali di Confartigianato e Fabio Masini, responsabile categorie economiche di Confartigianato Firenze.

“Lasciando il mondo dei sogni e tornando su questa terra le criticità abbondano – chiarisce Simone Andrei, presidente dei tassisti Confartigianato Toscana e Firenze (nella foto) – eccesso di offerta a fronte di una domanda sempre più contratta dalla crisi; incremento della pressione fiscale diretta e indiretta; la difficoltà nella gestione della chiusura attività (i tassisti non possono chiudere attività pena la decadenza della licenza); concorrenza sleale di settori affini e vettori esteri tanto per citare qualcuna”. Fra le varie spine, particolarmente lunga e velenosa quella che riguarda la pressione fiscale che vede, come denuncia l'associazone, i tassisti ‘strapazzati’ da studi di settore “che tassano oltre il 50% senza che la categoria possa contare su alcun ammortizzatore”.

In particolare – spiega Andrei – ci auguriamo che il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Rocco Girlanda  confermi l’impegno ad estendere ai taxi il rimborso delle accise deciso per le imprese di autotrasporto. I tassisti italiani non accettano di essere considerati una categoria di serie B. La nostra situazione è analoga a quella degli imprenditori dell’autotrasporto. La riduzione del credito d’imposta sulle accise del carburante, prevista dalla legge di stabilità, rappresenta il colpo di grazia per il nostro settore che dal 2008 ad oggi ha perso il  40% della redditività”.

Sono i giovani a soffrire di più le ripercussioni negative di questa somma di problemi, che si trovano in forti difficoltà di fronte agli impegni economici propri dell’avvio di un’attività e a una concorrenza sleale dilagante negli ultimi anni, “quella degli shuttle, dei tour operator, di chi organizza congressi, fiere e manifestazione e finanche delle auto di cortesia, per non parlare dell’ultima arrivata: Uber, la app per smartphone che sta scardinando il sistema di spostamento su taxi e auto a noleggio in  alcune grandi città”.

Infine, Confartigianato Taxi chiama tutta la categoria (di poco inferiore alle 750 unità in tutta la provincia di Firenze e circa 1.200 in tutta la Toscana) alla coesione, “indispensabile per individuare soluzioni congiunte e condivise a problemi che rischiano di spazzare via una categoria”.

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