energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

La deflazione pesa sui campi, reddito agricoltori sotto le spese di produzione Breaking news, Economia

Firenze – Il caso emblematico è quello del grano, che viene pagato ai produttori un prezzo ben al di sotto delle spese di produzione. E’ la deflazione, la grande malattia dell’agricoltura italiana, che all’analisi diffusa dalla Coldiretti su dati Istat dei conti trimestrali si colloca addirittura in controtendenza rispetto alle voci nazionali, con un calo del  3,7% del valore aggiunto. Effetto della deflazione si diceva, che nei campi che ha tagliato i prezzi riconosciuti agli agricoltori.

Di fatto l’agricoltura, secondo l’Istat, è l’unico settore a far registrare un calo del valore aggiunto. Il dato, sottolinea la Coldiretti, è strettamente collegato all’andamento dei prezzi pagati agli agricoltori che si sono ridotti del 5,2 % con punte del -11,6% dei prezzi dei cereali nella media annua secondo Ismea. Pe rendere l’idea concretamente, la Coldiretti esemplifica: “Gli agricoltori nel 2016  hanno dovuto vendere più di tre litri di latte per bersi un caffè o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane ma la situazione non è migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli. Nonostante il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli in campagna sugli scaffali i prezzi dei beni alimentari sono rimasti praticamente stabili nel 2016 anche per effetto delle speculazioni e delle distorsioni di filiera nel passaggio dal campo alla tavola”.

Fra i motivi che rendono possibile questo stallo, anche “il flusso delle importazioni selvagge – spiega la Coldiretti – che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale perché vengono spacciati come Made in Italy per la mancanza di indicazione chiara sull’origine in etichetta per tutti i prodotti”. Una situaiozne che potrebbe anche conoscere una svolta nell’anno in corso, dal momento che “sono attese importanti novità per il latte, i formaggi e la pasta Made in Italy”. Inoltre, la stagnazione dei consumi è la grande causa di fondo della deflazione, segnala l’associazione degli agricoltori:  “Il 2016 che si chiude con il segno meno per la spesa alimentare domestica delle famiglie, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. Si stima – conclude la Coldiretti – una riduzione degli acquisti di cibo e bevande dello 0,5% rispetto al 2015 frutto di dinamiche eterogenee tra i diversi comparti, tra cui si segnalano cali, anche di una certa intensità, per le carni fresche (-5%), i formaggi (-6%) e i salumi da banco (-10%), solo in parte compensati da un incremento degli acquisti di prodotti ittici (+2,5%) e della frutta (+2%)”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »