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La democrazia del corpo e i nuovi linguaggi della danza Spettacoli

Firenze – Torna la rassegna “La democrazia del corpo” vetrina internazionale delle ultime sperimentazioni nell’ambito dei linguaggi del corpo e della danza ideata e diretta dal coreografo fiorentino Virgilio Sieni. 

Performance, pratiche, residenze, coproduzioni, creazioni site specific: artisti di fama internazionale si incrociano con le azioni e le riflessioni sviluppate da un nutrito gruppo di giovani coreografi nell’intento di dar vita a un tessuto organico d’incontri e verifiche.

Dal 5 ottobre al 29 dicembre 2019 la rassegna presenta 19 artisti, 20 titoli, 32 rappresentazioni, 8 coproduzioni, 6 residenze, 6 laboratori per danzatori professionisti e amatori.

La democrazia del corpo si apre con Lisbeth Gruwez (per anni musa di Jan Fabre) che presenta It’s going to get worse and worse and worse, my friend. Un lavoro di grande forza espressiva in cui la coreografa belga, sola in scena, danza accompagnata dalla musica di Marteen Van Cauweberghe e dalle parole di Jimmy Swaggart, celebre tele-predicatore americano capace di infiammare le platee. Un discorso può essere un’arma potente, spesso trasporta l’oratore e gli ascoltatori in uno stato di trance. Gruwez danza la trance di quell’orazione estatica (5 e 6 ottobre).

La tedesca Isabelle Schad mira a creare ritratti personali e definiti attraverso un approccio puramente fisico che trasforma i ritmi e le energie individuali in esperienze coreografate. Turning Solo, ritratto dell’interprete Naïma Ferré, si basa sulla fascinazione per la roteazione del corpo per lunghi intervalli di tempo. Questa pratica vorticosa a poco a poco diventa un gioiello scintillante, una scultura roteante, il ritratto coreografico di una danzatrice. Allo spettacolo si affianca la creazione site specific Pieces and Elements/Nudity and Landscape, esito del workshop per danzatori condotto dalla Schad e incentrato sulla nudità come materia pura (12 e 13 ottobre).

Altra presenza internazionale Georgia Vardarou, greca attiva in Belgio, che presenta in prima nazionale Why should it be more desirable for green fire balls to exist than not? un solo, in collaborazione con l’artista visivo David Bergé, in cui immagini e movimenti si compenetrano dando vita a molteplici letture narrative. Quanto può essere giocosa la contestualizzazione di un’immagine attraverso il linguaggio della danza? Cosa accade nello spazio tra la percezione del performer e quella del pubblico? (2 novembre). La coreografa, inoltre, tiene un laboratorio per danzatori che si conclude con la creazione site specific Phenomena in Florence (3 novembre).

Claudia Castellucci e Chiara Guidi, cofondatrici della Societas, sono protagoniste della lettura drammatica Il regno profondo. Perché sei qui? Le due figure sono ‘luogotenenti’ che presidiano un luogo su cui sono arroccate, simbolo di fermezza circa il compito di difendere la logica del loro ragionare. Motore su cui tutto ruota è la generazione continua di domande insaziate da provvisorie risposte, comprese quelle fornite dalla religione, che pure è scienza del definitivo. Il carattere scettico e vedovile del dialogo rifluisce in un mare comico che lascia perplessi (18, 19 ottobre).

Parole che si cantano anche è il concerto di NADA con Andrea Mucciarelli (giovane chitarrista della scuola jazz/blues senese) che raccoglie i più grandi successi della cantante livornese, brani classici della tradizione popolare, canzoni di oggi di cui Nada è autrice di musica e parole e brani dell’ultimo premiatissimo album È un momento difficile, tesoro nella cinquina quale miglior album e miglior canzone al Premio Tenco 2019 e Premio Lunezia per i migliori testi 2019 (20 ottobre).

Mk presenta Giuda, coreografia di Michele Di Stefano, interpretazione di Biagio Caravano. Attraverso l’ascolto di un paesaggio sonoro che sembra anticipare, sottolineare o irridere le azioni del performer, il pubblico è testimone di una lotta contro il tempo, quel tempo che ha in serbo per il protagonista un percorso già scritto, vissuto in un silenzio assoluto. Lo spettatore è invece immerso nella musica in cuffia che sovrasta la visione (25 e 26 ottobre). Di Stefano conduce inoltre Bermudas_lab, workshop per danzatori e cittadini che non prevede creazione site specific finale.

Raffaella Giordano, tra le indiscusse protagoniste della scena contemporanea, porta sul palco Celeste appunti per natura, un solo intimo e poetico, un intenso e delicato dialogo con la natura e le sue manifestazioni. «Come i fiori nel prato – scrive la coreografa -, fanno capolino i temi di sempre. Il vestito come un cielo o come una terra, la campitura di colore dai contorni imprecisi, il segno di una porosità dell’anima. Caro spettatore, ti dono questo mio sentiero, specchio riflesso di un canto celeste» (8 novembre).

W-Rap di Company Blu esplora il motivo della bellezza e dei ritmi e ricerca il punto zero per fermarsi ad ascoltare il corpo nella sua quieta rivelazione. Coreografia e testi dal vivo di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini, interpretazione di Claudia Catarzi, Nicola Cisternino, Sara Sguotti,  musica dal vivo di Spartaco Cortesi (10 novembre). The next step – il passo prossimo è la performance site specific esito del laboratorio per danzatori condotto da Zerbey e Certini con musica dal vivo dei canadesi Laura Kavanaugh e Ian Birse (16 novembre). 

HABILLÉ D’EAU con Euforia di Silvia Rampelli (Premio Ubu 2019 come miglior spettacolo di danza) indaga il corpo, superficie interrogante e limite, materia involontaria e insondabile nell’esporsi, origine di senso prima e oltre il dire, fonte drammaturgica capace di svelare una partitura invisibile (23 novembre). La performance site specific Child Portraits_Incontri sul movimento, l’azione, la danza mostra i risultati di un percorso di trasmissione condotto da Silvia Rampelli con un gruppo di cittadini over 60 (24 novembre).

First Love di Marco D’Agostin (Premio Ubu 2019 come miglior performer under 35) è la storia di un ragazzino che amava lo sci di fondo. Ormai adulto, non più sciatore ma danzatore, ha incontrato il suo mito Stefania Belmondo per rileggere la sua più celebre gara, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002 e per trasformare il primo amore in grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia (30 novembre). Abecedario è la creazione site specific frutto del laboratorio per danzatori e performer condotto da D’Agostin (28 novembre).

Animale è un lavoro potente e poetico firmato dalla coreografa Francesca Foscarini e dal drammaturgo Cosimo Lopalco. Creato per il danzatore francese Roman Guion, il solo si ispira alle opere del pittore Antonio Ligabue, alle sue scene animali e ai suoi autoritratti. Gli artisti esplorano la radice etimologica che accomuna “anima” e “animale”, riflettendo sul significato di alterità, e compongono scene di dirompente emozione in cui il mondo umano e quello animale sono dipinti in un intreccio di istinti, timori e speranze (6 dicembre).

La giovane coreografa Elena Sgarbossa – vincitrice di DNAppunti coreografici 2018 – è protagonista della performance Keo, ispirata alla storia dell’omonimo satellite: lanciato in orbita nel 2019 il veicolo spaziale rientrerà sulla terra tra 50.000 anni conservando e restituendo messaggi scritti dagli abitanti di oggi. E se gli abitanti del domani non ci capissero? (31 ottobre).

Compagnia Opus Ballet presenta in prima nazionale Dreamparade, coreografia di Marina Giovannini. Nel 1917 i Balletti Russi di Diaghilev producono Parade, balletto in un atto e senza storia che si rivela esteticamente e filosoficamente lontanissimo dal romanticismo dell’epoca. Sulle tracce di un’opera così distante cronologicamente, Dreamparade ricrea un paesaggio surreale che a tratti appare molto simile agli scenari contemporanei che stiamo attraversando (11> 4 dicembre). 

Chiudono La democrazia del corpo 2019 due lavori della Compagnia Virgilio Sieni.

Danze contro il malocchio sulla trasfigurazione del corpo nelle tradizioni e nelle pratiche rituali e magiche della fascinazione. Una riflessione sullo scatenamento fisico, con uno sguardo verso quei dispositivi fisici e gestuali che l’uomo ha elaborato nel tempo e che ancora oggi emergono nelle posture quotidiane. Le danzatrici, come sculture antiche e viventi, declinano un atlante di gesti sulla possessione e sui movimenti simbolici della guarigione. Coreografia di Virgilio Sieni, con Claudia Caldarano e Claudia Catarzi su musica dal vivo di Michele Rabbia (19 > 22 dicembre). 

In Danza cieca Virgilio Sieni e il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello sono protagonisti di un duetto sulla tattilità con la musica dal vivo di Spartaco Cortesi. L’ascolto, la tenuità, lo spazio, il gioco e il rito, la potenza dell’attesa, l’incrinatura della materia quale fonte inesauribile di gesti, le parti oscure del movimento, il bagliore nel dettaglio, l’accoglienza dell’amico, l’apertura dello sguardo, trasformano il corpo in un atlante inesauribile di luoghi democratici (27 > 29 dicembre).

La democrazia del corpo si svolge in due periodi dell’anno a Cango in via Santa Maria a Firenze, marzo > aprile e ottobre > dicembre, due programmi che nel loro insieme ricercano una visione poetica e creativa del territorio connettendosi alle esperienze di Hortus Festival, Galleria Isolotto, PIA Palazzina Indiano Arte nel parco delle Cascine e ad altri progetti nelle periferie rivolti a cittadini e studenti”.

Foto: Isabelle Schad, Turning Solo

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