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La direttrice dell’Istituto francese: “Rilanciare i rapporti nel nome di Leonardo” Cultura, Società

Firenze – Comincia nel nome di Leonardo da Vinci il mandato di Manon Hansemann, dal primo settembre scorso nuova direttrice dell’Istituto francese di Piazza Ognissanti. Non poteva essere più fortunata perché il cinquecentesimo anniversario della morte del genio assoluto si annuncia come una grande occasione per rilanciare i rapporti fra i due paesi vicini che a livello di governo non stanno sicuramente attraversando il loro periodo più felice.

Una festa italo francese che promette spettacoli, danze, mostre, incontri. Intanto lei si sta orientando attraverso la grande quantità di iniziative, festival, incontri, cicli cinematografici grazie alle quali l’Istituto è diventato una delle principali agenzie dell’ offerta culturale in città: France Odeon, la settimana francese di Scandicci, il festival dei Popoli, i rapporti con il Maggio fiorentino e tanti altri.

Manon è nata a Montpellier, è sposata e ha una figlia di sei anni, già iscritta alla scuola francese “Victor Hugo”. “Architecte du Patrimoine”, la sua esperienza è legata prevalentemente ai beni culturali: per la soprintendenza francese ha diretto alcuni importanti monumenti dell’Esagono: le torri de La Rochelle, un sito gallo-romano, un’abbazia benedettina.

A Firenze aveva soggiornato sei mesi per portare a termine la sua formazione studiando le grandi opere del Rinascimento. Rispetto alla precedente direttrice, Isabelle Mallez, grande organizzatrice di eventi, c’è dunque da attendersi una attenzione soprattutto sul patrimonio artistico, monumentale, archivistico dei due Paesi.

A cominciare dal palazzo Lenzi sede dell’IFF dal 1912 e proprietà dello stato francese dal 1950 con la sua biblioteca che offre “il percorso più completo possibile al pubblico francese e toscano, francofono e francofilo o che semplicemente cerca di scoprire e avvicinare la cultura francese”, come Madame Hansemann ha detto ieri lunedì 8 febbraio incontrando per la prima volta i rappresentanti dei 5mila residenti francesi di Firenze rappresentati da associazioni quali Florence Accueil presieduta da Emmanuelle Fristot e da Français du Monde, presieduta da Fabrice Daguin.

Per questo, la nuova direttrice non solo ha programmato incontri con i rappresentanti delle Istituzioni fiorentine, come compete alla titolare del Consolato francese a Firenze, e con i partner tradizionali con i quali l’Istituto organizza manifestazione e spettacoli, ma ha anche avviato un programma di consultazione con le direzioni degli Uffizi e delle altre grandi istituzioni museali. Il lavoro della sezione consolare dell’Istituto, coordinata da Sophie Roche, intanto, è ancora cresciuto nel momento in cui la quota francese del turismo in città è arrivata a 300mila l’anno.

“Ho in programma anche una serie di visite in Toscana, soprattutto nelle città e nei territori che non conosco bene, se si eccettua Siena, San Gimignano e Arezzo che ho conosciuto nel corso della mia permanenza a Firenze”, aggiunge. Per quanto riguarda la programmazione degli eventi già molto nutrita, la sua intenzione è quella di sfruttare ancora di più il modernissimo impianto digitale della sala – teatro dell’Istituto incrementando l’offerta cinematografica.

Il tutto sarà gestito in team con gli altri funzionari dell’ambasciata come Nelly  Mous, responsabile della cooperazione educativa, che viene a potenziare la già esistente offerta didattica (i corsi di lingua francese e le certificazioni)  promuovendo il francese nelle scuole : “L’obiettivo è fare apprezzare sempre di più la lingua francese anche attraverso iniziative non convenzionali”, annuncia.

Foto: Manon Hansemann

 

 

 

 

 

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