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La donna vampiro Rubriche

Il castello avito sorgeva in una delle regioni più belle e più piacevoli e le entrate del patrimonio erano tali, da consentire al conte i più costosi miglioramenti. Tutto quello che aveva colpito il suo gusto e gli era particolarmente piaciuto, nel corso del suo viaggio, specie in Inghilterra, gli sarebbe ora riapparso sotto gli occhi. A un suo cenno comparvero al castello operai e artisti specializzati e di lì a poco ne fu intrapresa la ricostruzione: si prese a tracciare, nello stile più incantevole, un ampio parco e nella sua cinta furono racchiuse la chiesa, il cimitero,  e la parrocchia, che sarebbero così apparsi come parte di quella foresta artificiale. Il conte stesso dirigeva i lavori da buon intenditore, dedicandosi anima e corpo a questa occupazione; ed era già trascorso un anno senza che gli fosse mai passato per la mente di seguire i consigli di uno zio, che abitava nella capitale, il quale lo invitava a fare la sua comparsa fra le ragazze per scegliersi la più bella, la più nobile, la migliore di tutte.

(traduzione Rosina Spaini)

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