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La doppia fakenews dello sbarco dei marziani di Orson Welles Cultura

Parigi – Il 30 ottobre 1938 mentre in un’ Europa angosciata dal timore di una guerra che si stava facendo sempre più reale, i lontani Stati Uniti venivano percorsi da un’ondata di terrore sollevata dall’invasione di marziani. L’allarme era stato dato alla radio da Orson Welles in un popolare programma in cui sceneggiava per gli ascoltatori celebri romanzi. Questa volta il futuro grande cineasta aveva scelto “La guerra dei mondi”, un libro di fantascienza di H.G. Welles pubblicato nel 1898.

La trasmissione aveva provocato un gigantesco panico, con migliaia di persone in fuga e decine di morti per infarto. Questa mitica performance, che doveva lanciare poco dopo nel mondo della settima arte Welles, viene ancora citata come esempio  del comportamento irrazionale della gente. A riprova che le fake news, come le bugie, hanno le gambe lunghe.

Il ricordo dell’epico e quanto mai fantomatico sbarco di marziani ostili sul nostro pianeta è tornato d’attualità in un momento in cui si cerca di combattere contro le false notizie. E la vicenda dell’invasione di extraterrestri magistralmente annunciata da Welles sulle onde della CBS  si inserisce a doppio titolo nell’elenco delle ‘bufale’ di successo, non solo perché, chiaramente i marziani non si sono mai fatti vedere,  ma anche perché l’ondata di panico non c’è mai stata.

Lo dimostra, dati alla mano, un sociologo francese (e non solo lui) Pierre Lagrange, ricordando anche che prima di iniziare la sceneggiata lo stesso Welles aveva avvertito che si trattava di un’opera di fantascienza. Nel suo libro “La Guerre des mondes a-t-elle eu lieu?” ricostruisce l’impatto della trasmissione in America assicurando che né folle oceaniche si erano precipitate terrorizzate per strada alla ricerca di riparo dagli invasori e che la paura non aveva provocato alcun infarto.

Certo la trasmissione, che la maestria di Welles aveva reso palpitante, non era passata inosservata ma era stata ascoltata da un numero limitato di persone, si calcola un paio di milioni. In anni in cui le comunicazioni erano assai più difficili – la Tv è entrata nelle case negli Usa negli anni 40, cellulari, internet e reti sociali erano ancora lontanissimi – anche chi aveva creduto all’imminente incontro con i marziani aveva pochi mezzi per gettare l’allarme.

Col passare degli anni però, come un fiocco di neve può tramutarsi in valanga, il terrore generato dalla trasmissione si è man mano allargato ed è diventato oggetto di film, libri e una miriade di articoli sulla stampa di tutto il mondo per entrare così nella leggenda. Senza contare i dotti saggi di esperti che disquisivano sulla credulità degli ascoltatori, facendo dello scherzo di Welles un esempio da manuale. Che è stato spesso  utilizzato come quando la Cia nel 1953 aveva riunito una commissione per discutere dei dischi volanti per evitare che “rumors” sulla loro esistenza potessero provocare ondate incontrollabili di panico. Nel suo libro Lagrange ricorda anche che nel 1835 il New York Sun  aveva fatto credere che un astronomo era riuscito a osservare gli abitanti della luna. Il successo però del programma radio, quello sì è stato reale e ha fatto conoscere mondialmente Welles che un paio di anni dopo doveva offrirci il magnifico “Citizen Kane”.

Foto: Orson Welles alla radio

 

 

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