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La Fattoria Medicea di Prato diventerà una sede dell’Unesco Cultura

Prato – Buone notizie per la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola, uno  dei tesori architettonici più importanti della Provincia di Prato, oggi in stato di abbandono. Alla richiesta lanciata dal Comitato “Salviamo la Fattoria Medicea”, nato nel 2013, con il Comune di Prato e il Sindaco Matteo Biffoni  di “portare qui una sede dell’Unesco avrebbe un grande valore, non solo per Prato ma per il patrimonio artistico italiano”, è arrivata al Presidente del Comitato, Roberto Dei, la positiva risposta del Ministero dei Beni e delle Attività culturali del Turismo, Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio che ha trasmesso l’istanza del Comitato alla Soprintendenza delle Belle Arti e paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato. La richiesta era stata fatta in accordo anche con il Sindaco di Poggio a Caiano, Marco Martini, gli altri Comuni confinanti con il Parco della Piana, la Regione, associazioni e semplici cittadini.

Un cauto ottimismo che arriva a fine di un percorso travagliato che ha visto le Cascine di Lorenzo de Medici, passare da un privato ad un altro, poi al sequestro nel 2008 da parte della Procura della Repubblica, quando era in corso la trasformazione della Fattoria in un centro turistico residenziale alberghiero e il conseguente fallimento dell’impresa, poi un’asta nel giugno 2014, con la ventilata ipotesi di acquisto della struttura da parte dello Stato o della Regione Toscana, andata però deserta. A febbraio 2015 la sentenza del giudice Magi che dispose la confisca della Fattoria Medicea con la condanna di uno dei due imputati rappresentanti legali delle ultime holding immobiliari, a sette mesi di reclusione. L’udienza di appello è  fissata per il 6 ottobre 2016.

La Fattoria Medicea fu realizzata da Lorenzo de Medici nel 1477, nell’intento di trasformare “quei pratacci tristi con prunai e cannucceto” in una azienda unica nel suo genere, dove la Tenuta delle Cascine diventava il centro di svariate attività agricole: dalla produzione di formaggi, all’allevamento di api e bachi da seta, alla coltivazione di orti e frutteti. Oltre alla realizzazione di un complesso sistema idraulico per bonificare quel territorio, che utilizzava le acque del fiume Bisenzio (Cavalciocco) che incanalate attraverso le Gore,a rrivavano alla Tenute delle Cascine, (prima introduzione sperimentale della coltivazione del riso).

Eletto  “Luogo del cuore “nel 2014, su progetto del Fai, anche il giornalista Gian Antonio Stella , sul palco di SanRemo, parlando del degrado in cui versano alcune importanti realtà artistiche del nostro paese, citò la Fattoria Medicea delle Cascine di Tavola sottolineando quanto fosse importante il suo  recupero a tutela e salvaguardia di un bene culturale italiano.

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