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La Fiorentina a Napoli vuole alzare l’asticella delle ambizioni Sport

Firenze – “Dobbiamo andare oltre i nostri limiti”. Non usa giri di parole Paulo Sousa. Solo così la Fiorentina potrà prendere punti nella partita contro il Napoli in un San Paolo gremito più che contro la Juventus. Perchè il match è di quelli “da scudetto”, come molti lo hanno definito, con due squadre che stanno dimostrando di essere attrezzate per poter lottare fino alla fine per il tricolore in un campionato che ha visto zoppiccare tutte le grandi, Juventus in testa. E la Fiorentina ci arriva da prima della classe, col record di vittorie nella sua storia nelle prime sette partite di campionato, un gruppo solido e un allenatore che ha saputo dare una identità di gioco precisa e una fame di vittoria che da anni non si vedevano a Firenze.

Una Fiorentina che ha “dominato diverse partite e merita di essere prima” ha detto Sarri, abile nel cercare di spostare l’attenzione sui viola in un gioco di botta  e risposta con Sousa, sicuro che i partenopei siano “di fascia superiore, sono costruiti per vincere, hanno un rosa di primissimo ordine a livello delle grandi del campionato. Noi dobbiamo lavorare per arrivare a questo”.  Predica tranquillità il tecnico portoghese, conscio della grande voglia di sognare della città ma cercando di togliere ogni pressione sulla squadra: ” Il nostro primato in classifica non porta problemi e responsabilità perché vincere è un modo per essere felici. Noi dobbiamo riconoscere le nostre capacità e i nostri limiti e per affrontare il Napoli dobbiamo superarli. Ma sappiamo di esserne capaci”.

Rispetto per l’avversario quindi, ma non timore. Sousa sa benissimo che se la può giocare a viso aperto: “Domani chi avrà il domino del possesso palla vincerà la partita. Ed il possesso palla non si fa solo a centrocampo. Sta a noi avere questa capacità di essere i padroni del gioco. Le partite si vincono con le qualità più che con la maturità. Poi c’è anche una cultura del vincere, ovvero un’abitudine a lottare storicamente per le vittorie. E su questo dobbiamo lavorare: ovviamente possiamo lavorarci solo restando il più in alto possibile”.

A Napoli quindi per vincere sembrerebbe dire, segno che le sensazioni dagli allenamenti sono positive: “In questa settimana abbiamo avuto più tempo per lavorare insieme, le nazionali ci hanno privato di alcuni giocatori, nel fare la formazione partono in vantaggio quelli che hanno lavorato più tempo con me. Anche i sudamericani che per rientrare hanno dovuto fare un giorno di viaggio non sembrano averne risentito particolarmente”. Formazione che sembra oramai fatta, con Vecino e Suarez in ballottaggio per un posto a centrocampo accanto a Badelj, titolare inamovibile dell’undici di Sousa.

In avanti spazio alla rivelazione di questo campionato, Nikola Kalinic, che aveva destato qualche preoccupazione per un colpo ricevuto in nazionale: ” Tutti i calciatori sono tornati in grado di allenarsi. Ovvio i sudamericani sono rientrati dopo, viaggiando un giorno intero. Però ho visto che non lo soffrono particolarmente. Nikola? Ha preso una botta nella prima sfida con la Croazia nel muscolo. E si è visto nella seconda gara. Il livido in genere può dare qualche problema, ma in questo caso mi sembra che lui non ne abbia”.

Partirà invece dalla panchina Rossi, allenatosi bene durante la sosta ma ancora non al top da poter mostrare tutto il suo potenziale in una partita così dura come quella del San Paolo: “Giuseppe continua a lavorare sia in squadra che individualmente. Il minutaggio in partita fa parte del suo recupero, ma non ho dubbi che tornerà ai suoi livelli per aiutare noi e la Nazionale”. Aiutare, dare una mano sembra il mantra del tecnico portoghese che vede in tutti i singoli giocatori elementi utili a raggiungere il successo di squadra.

Ed in questo lavoro di unione del gruppo il lavoro del tecnico gigliato è stato miracoloso:”Se sono un “ipnotizzatore”? Non credo di aver ipnotizzato Verdù quando ha segnato contro l’Atalanta, credo che la convinzione sia fondamentale, devi essere sempre convinto di ciò che fai. Noi dobbiamo sostenere la creatività del singolo per arrivare ad un’identità comune sul campo. Vincere porta ancora più fiducia e convinzione”. E le vittorie stanno esaltando i tifosi che arriveranno numerosissimi a Napoli per sostenere una squadra che li sta facendo innamorare: “Il settore ospiti esaurito è qualcosa di incredibile. Grazie a tutti quelli che sono venuti a vederci, che hanno fatto sacrifici nonostante le difficoltà economiche o lavorative. Sarà nostro dovere rendere orgogliosi questi tifosi che domani saranno presenti per sostenerci”.

 

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